Morisi indagato, Lucarelli: "Non ho compassione ma sono garantista"

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"Non ho alcuna compassione per Luca Morisi. Compatire vuol dire partecipare al dolore e io non sto partecipando al suo dolore". Lo ha ribadito a Piazza Pulita Selvaggia Lucarelli riferendosi all'articolo di ieri sul Fatto Quotidiano nel quale la giornalista scriveva di non provare compassione per l'ex spin doctor di Salvini, indagato per cessione e detenzione di droga. "Naturalmente sono garantista - aggiunge l'opinionista del Fatto - e sospendo il giudizio, e non voglio nemmeno le sue scuse perché si drogava, era una cosa che faceva nel privato e non ci riguarda. Invece è la lettura politica della vicenda a riguardarci, da questo punto di vista non riesco a compatirlo, anche perché lui ha passato tutta la sua esistenza come comunicatore di Salvini non ad attaccare le idee ma le persone, fra cui me...".

Sul Fatto Quotidiano la Lucarelli aveva scritto di avere invece "molta compassione per tutta quella parte della stampa e della sinistra che da giorni invoca la necessità di dimostrarsi moralmente superiori e non infierire sul poveretto. Io non so che problemi abbia Morisi (magari nulla) e neppure mi interessa - affermava la giornalista - Non mi deve alcuna scusa. Tra l'altro, per quello che ne so, come tanti, potrebbe aver fatto uso di droga per alimentare il suo senso di onnipotenza. Del resto, che Luca Morisi avesse l'immensa presunzione di poter controllare tutto è evidente. Non poteva non conoscere il rischio e le possibili conseguenze delle sue condotte. Sapeva che se fosse stato scoperto, avrebbe distrutto tutto quello che aveva creato, con conseguenze devastanti per il suo amico e leader".

"Luca Morisi - secondo la Lucarelli - dovrebbe invece chiedere scusa per aver cucito addosso a Salvini una comunicazione che è non uno strumento politico, ma politica. Politica fatta di reiterato dileggio dell'avversario, istigazione all'odio, sessismo, cherry picking strumentale. Gli concedo tutto il dovuto garantismo per l'aspetto penale della vicenda e l'assoluta indifferenza, dal punto di vista morale, per droghe consumate e compagnie frequentate. Sottolineo però la sua imbarazzante, viscida incoerenza".

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