Morisi indagato, Salvini al contrattacco prima del voto

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"Un attacco gratuito alla Lega" a pochi giorni dal voto. Il caso Luca Morisi, indagato per droga, agita Matteo Salvini che ieri è passato al contrattacco lanciando l'ipotesi che la vicenda possa in qualche modo essere connessa con le imminenti elezioni e con la volontà di qualcuno di imbastire "un processo politico" al partito. "E' surreale", accusa il leghista. Nessun nome, nessun riferimento diretto o indiretto, ma Salvini intanto para i colpi puntando il dito.

L'ira di Salvini non si placa nemmeno nella mattinata di oggi: "Mi sembra che nei confronti della Lega ci sia un trattamento arrogante e supponente" e che "l'attacco nei confronti della Lega sia indegno di un Paese civile", le parole a Radio Anch'io.

E il leader del Carroccio non è il solo nel centrodestra a fare ipotesi. Con lui infatti anche Giorgia Meloni, per la quale "certe cose vengono utilizzate politicamente". Una cosa che "non è normale in uno Stato di diritto", ha spiegato a 'Porta a Porta' parlando del caso. "Io parlo della ragione per la quale una notizia viene data ai giornali in questi giorni di campagna elettorale, insiste la leader FdI, che continua: "Vedere uscire queste notizie a 7 giorni dal voto quando poi il profilo giudiziario della materia ad oggi sembra scivoloso, mentre il profilo personale, sbattuto sui giornali, questo l'impatto politico sui giornali ce l'ha...", assicura.

Salvini continua intanto a difendere Morisi e, nel contempo, a ribadire la posizione - netta - sulle droghe: "Non c'è reato, son problemi che riguardano la vita privata di una persona" e "comunque chi spaccia droga è un criminale, chi la usa va curato". E non si pente, il leader del Carroccio, della ormai famosa citofonata alla palazzina di Bologna abitata da un presunto spacciatore: "Quelli - spiegava ospite di 'Oggi è un altro giorno' su Rai1 parlando dell'episodio - erano spacciatori, infatti sono stati arrestati. Chi vende droga vende morte, chi la consuma sbaglia e va aiutato e capito", replicava, negando la possibilità di un parallelo con la vicenda.

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