Morlupo, il paese che non ha paura dei lupi (di M. Maggi)

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
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European Gray Wolf, Canis lupus lupus, Germany (Photo: Raimund Linke via Getty Images)
European Gray Wolf, Canis lupus lupus, Germany (Photo: Raimund Linke via Getty Images)

(di Monica Maggi)

Mentre gli episodi di avvelenamento di lupi si moltiplicano e anche Reinhold Messner, in un’intervista a La Stampa, dice che “i lupi che attaccano bisogna mandarli in Siberia”, c’è un paese che va controcorrente. A Morlupo, 9 mila anime in provincia di Roma, i lupi vengono accolti a braccia aperte.

Forse perché Morlupo ha i lupi nel Dna, visto che fanno parte del suo nome, forse perché punta su una promozione turistica, fatto sta che da qui parte un appello alla difesa di questo animale simbolo della natura italiana. “Non possiamo perdere un’occasione del genere: il lupo sta rimettendo in equilibrio il sistema ambientale e ci aiuta a riparare i nostri errori”, afferma Andrea Lunerti, morlupese doc, documentarista ed escursionista. “E poi il lupo non attacca l’uomo e non gradisce molto animali domestici come capre, pecore, oche e conigli: preferisce gli ungulati. Con l’abbandono di molti campi agricoli le terre sono diventate incolte e quindi favorevoli alla sua discesa dall’Appennino. Altro grande richiamo è stato l’aumento vertiginoso dei cinghiali, soprattutto per l’introduzione di una specie ungherese che ha moltiplicato la riproduzione”.

Anche a Morlupo comunque il lupo è stato a lungo cacciato. Esisteva il mestiere del luparo che, stipendiato per metà dallo Stato e per metà dal Comune, aveva come missione il loro sterminio. La pressione in tutta Italia è stata tale da negli anni ’70 la specie è stata dichiarata in via d’estinzione. Poi, grazie a una lunga campagna di riabilitazione, è tornata lentamente a diffondersi, sia pure con numeri ancora estremamente limitati. E con uno stillicidio di aggressioni: secondo i dati di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ogni anno il 15-20% dei lupi presenti in Italia viene ucciso con bocconi avvelenati, fucilate, investimenti stradali.

Ora questa specie super protetta è tornata anche a Morlupo. Nelle forre, profonde gole a pareti verticali attorno al paese, foto trappole notturne hanno permesso di individuare la presenza di un piccolo gruppo di lupi. E il sindaco Ettore Iacomussi si è subito attivato per difenderli: “Sono in contatto con l’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio. Ho chiesto in via ufficiale di aiutarci a tutelare questi esemplari e a rimborsare, come previsto, gli allevatori se i loro animali vengono predati dal lupo. E poi esiste l’articolo 21 della legge 157 del 1992: non si può cacciare vicino ai centri abitati, e il nostro lupo è vicino. Senza arrivare a vietare la caccia, bisogna rispettare i limiti”.

Nel ritorno del lupo il sindaco vede solo aspetti positivi. “Dalla fine degli anni 70 abbiamo tutelato e protetto animali come tassi e istrici. Oggi proteggere il lupo significa affidare alla natura la soluzione alla riproduzione sfrenata di cinghiali. E poi per Morlupo il lupo è un animale magico: lo abbiamo nello stemma e nella storia dei nostri abitanti. Ora potrebbe tornare ad aiutarci come motore di attrazione turistica”

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.