Morning bell: in attesa della Fed le borse vacillano

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AGI - I mercati vacillano e s'indeboliscono in vista del nuovo pesante rialzo dei tassi di domani della Fed e dopo il profit warning del colosso del retail Usa WalMart, che avverte l'inflazione sta erodendo i bilanci delle famiglie e sta spingendo la sua vasta clientela a ridurre gli acquisti. Più in generale la paura della recessione assorbe sempre più le preoccupazioni dei mercati, anche se la necessità di far retrocedere l'alta inflazione resta l'obiettivo primario delle banche centrali.

In Asia i listini sono misti, mentre i future cedono a Wall Street e sono constrastati in Europa, in attesa che si sviluppi la settimana più importante, o almeno la più trafficata, dell'estate. Domani la Fed deciderà un nuovo aumento dei tassi di almeno tre quarti di punto.

Giovedì uscirà in prima lettura il dato del Pil Usa del secondo trimestre, stimato in lieve crescita, anche se il modello della Fed di Atlanta si attende un calo dell'1,6% congiunturale che, se confermato, determinerebbe una recessione tecnica negli Stati Uniti.

Di diverso avviso è il presidente Joe Biden, il quale ieri si è detto convinto che il prossimo rapporto dell'Ufficio federale di analisi economica non certificherà lo scivolamento dell'economia Usa in una fase recessiva. "A mio modo di vedere, non saremo in recessione" ha assicurato Biden.

Intanto entra sempre più nel vivo la stagione delle trimestrali e, in attesa di Alphabet di oggi e di quelle di Apple e Amazon di giovedì, WalMart perde quasi il 10% nell'after hour dopo il suo secondo allarme utili in 10 settimane.

Il dollaro si è indebolito e il prezzo del petrolio è in rialzo per l'aspettativa di una riduzione delle forniture di gas russo all'Europa.

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