Morning bell: Cosa si aspettano i mercati

afp

AGI - I mercati sono altalenanti, nervosi e complessivamente deboli, dopo l'aumento superiore alle attese dei tassi della Bce e in attesa la prossima settimana di quello corposo della Fed. "L'inasprimento dei tassi è diventato rapidamente la norma", commenta Susan Kilsby, economista di Anz, secondo il quale aumenta il timore che le mosse aggressive delle banche centrali per frenare l'inflazione galoppante, inneschino una pesante recessione, anche se sui mercati azionari si assiste a un risveglio dei titoli tecnologici, favoriti dal deprezzamento azionario che li rende appetibili e dall'indebolimento del biglietto verde.

I listini asiatici sono misti e si apprestano a chiudere la migliore ottava da circa due mesi, i future a Wall Street e in Europa sono negativi e il dollaro frena dopo la prima stretta della Bce da 11 anni e mentre la Fed il 27 luglio non metterà in campo un rialzo dei tassi di un punto percentuale ma comunque alzerà il costo del denaro di altri tre quarti punto. In Asia Tokyo avanza di quasi mezzo punto percentuale, sale anche Hong Kong, mentre cedono Shanghai e Seul.

Le preoccupazioni per un rallentamento globale stanno gettando un'ombra sulle prospettive di ripresa dell'Asia, frenando i Pmi manifatturieri in Giappone e in Australia. L'attività manifatturiera in Giappone a luglio è cresciuta ai minimi da 10 mesi, poco sopra i 52 punti. E anche l'attività manifatturiera australiana a luglio è calata a 55,7 punti, dai 56,2 punti di giugno.

Sulle due economie pesano l'aumento dei costi delle materie prime e il rallentamento della domanda globale e questo continua a esercitare pressioni sui responsabili politici affinchè sostengano le loro economie e rafforzino la politica monetaria per combattere l'inflazione. Oggi escono i Pmi dell'Eurozona, che a luglio sono attesi in leggera flessione, ma comunque sopra la soglia espansiva dei 50 punti. I future a Wall Street arretrano intorno al mezzo punto percentuale, dopo che ieri gli indici hanno chiuso in rialzo, sostenuti da alcune buone trimestrali, a partire da quella di Tesla.

In evidenza soprattutto il Nasdaq a +1,36%, trainato dal titolo della casa automobilistica che ha messo a segno quasi un +10%. Bene anche Amazon e Apple a +1,5% e il gigante dello streaming Netflix, a +3,4%, che hanno dato slancio ai titoli delle megacap, messi sotto pressione dall'aumento dei tassi di interesse. Intanto torna a calare il rendimento dei Treasury, col 10 anni che scende sotto il 2,9%.

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