Morning Bell: la preoccupazione dei mercati si è spostata dall'inflazione alla recessione

Nicholas Kamm / AFP

AGI - I mercati vanno in altalena, condizionati da una forte incertezza. La loro maggiore preoccupazione si è spostata dall'inflazione alla recessione e la crescita si è indebolita, mentre la corsa dei prezzi, pur avvicinandosi al picco, non è finita, anzi tende a muoversi a ondate successive, determinando un'accresciuta volatilità che rende difficile mantenere una rotta stabile sia ai mercati azionari, sia a quelli obbligazionari.

Wall Street ha chiuso in rialzo, rassicurata dai verbali dell'ultima riunione della Fed, che hanno confermato l'intenzione della banca centrale statunitense di procedere sulla strada di aggressivi rialzi di mezzo punto percentuale nelle due prossime riunioni di giugno e luglio. Tuttavia oggi, tenendo anche conto che quelle minute si riferivano a una riunione, quella dei primi di maggio, in cui l'attenzione era posta più sull'inflazione che sulla recessione, i mercati asiatici viaggiano deboli e volatili e i future a Wall Street e in Europa sono tornati a indebolirsi.

Poco mossi i rendimenti dei Treasury, che mercoledì, dopo le minute, erano scesi di 1,5 punti base al 2,745%, dopo essere calati in precedenza al 2,708%, il minimo dal 14 marzo, e oggi sono risaliti ma senza allontanarsi da quota 2,76%. In Asia Tokyo è piatta, mentre Hong Kong è in calo e Shanghai avanza.  "Non credo che l'economia globale sia a rischio di rallentamento, credo che stiamo rallentando. E per questo motivo, il potenziale per dei buoni investimenti è prevalentemente sul lato corto" commenta Barbara Ann Bernard dell'hedge fund Wincrest Capital.

In Usa gli investitori hanno apprezzato l'assenza di sorprese nelle minute dell'ultima riunione del Fomc. E tanto è bastato per riaccendere gli acquisti dopo un avvio di sessione volatile. Ora l'attenzione si sposta sul dato del Pil Usa del primo trimestre.. Secondo gli analisti, in seconda lettura, la contrazione potrebbe essere rivista a -1,3% dal -1,4% della stima preliminare. Poi, domani, sarà il turno dell'indice Pce di aprile, che si spera possa confermare che la corsa dei prezzi abbia toccato il picco a marzo, mentre ieri gli ordini di beni durevoli manifatturieri sono aumentati dello 0,4% mensile, meno dello 0,6% di marzo e dell'atteso +0,6%. Da notare che nell'after hour il titolo di Twitter è salito di oltre il 5%, dopo la mossa a sorpresa del patron di Tesla, Elon Musk, che ha annunciato l'intenzione di aumentare a 33,5 miliardi di dollari il suo impegno diretto nell'acquisizione.

Nel Vecchio Continente i future sull'EuroStoxx 50 sono in calo dopo una chiusura positiva per le Borse europee, malgrado il Governatore della banca centrale olandese, Klaas Knot non abbia escluso un aumento dei tassi di interesse di 50 punti base a luglio, mostrandosi in sintonia su questo con Christine Lagarde, che in questi giorni da Davos appare decisamente più ‘falco'. Knot ha anche aggiunto che si aspetta un "significativo rallentamento" della crescita quest'anno a causa della guerra in Ucraina, ma che prevede comunque un'espansione dell'economia.

Lo spread tra il Btp decennale e l'omologo Bund tedesco si è ridotto ulteriormente e flirta con quota 200 punti, mentre il rendimento dei Btp italiani cala ancora e si attesta al 2,94%. L'euro stamane sale leggermente sulla divisa statunitense e si colloca sul filo degli 1,07 dollari. In Asia si rafforza di circa mezzo punto percentuale il prezzo del petrolio, con il Wti sopra quota 110 dollari e il Brent oltre i 114 dollari.

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