Morning bell: i mercati temono la recessione da rialzo dei tassi

Sven Simon/Dpa via AFP

AGI - I timori di recessione globale accesi dalla stretta monetaria avviata dalle banche centrali per contrastare l'avanzata dell'inflazione restano al centro delle attenzioni dei mercati.

C'è attesa per l'intervento della presidente Bce, Christine Lagarde, che parlerà in mattinata e di altri consiglieri mentre nel pomeriggio sarà la volta del numero uno della Fed, Jerome  Powell.

Le Borse ieri hanno chiuso in rosso una seduta volatile, trainate al ribasso anche dall'impennata dei prezzi del gas, che al Ttf di Amsterdam è ancora in aumento e in avvio raggiunge i 230 euro per megawattora (+13%).

Ed è proprio sul fronte energetico che sono puntati oggi gli occhi degli investitori, dopo le fughe di gas e le forti esplosioni che hanno interessato i gasdotti Nord Stream 1 e 2, forse a causa di un sabotaggio. Anche oggi i listini europei dovrebbero proseguire nel trend negativo, sulla scia dei mercati asiatici al ribasso dopo che Wall Street ha chiuso in rosso.

Sotto la lente dei mercati restano poi le notizie che arrivano dal fronte ucraino, dove sono in corso pesanti scontri in diverse parti del Paese. Gli Stati Uniti stanno preparando un nuovo pacchetto da 1,1 miliardi di dollari in armamenti a favore di Kiev, mentre i primi risultati delle votazioni in quattro regioni ucraine occupate da Mosca hanno mostrato una maggioranza praticamente assoluta di residenti a favore dell'adesione alla Russia.

Sul fronte macro, negli Stati Uniti i dati più attesi restano quello sull'andamento Pil del terzo trimestre in agenda domani e l'indice Pce Core, l'indicatore preferito dalla Fed per le proprie decisioni di politica monetaria, di venerdì. Nel caso in cui salisse oltre le attese potrebbe portare forti reazioni ribassiste sui mercati.

La Fed mercoledì scorso ha alzato per la terza volta consecutiva i tassi dello 0,75%, portandoli al 3-3,25%, il livello più alto dal 2008 e ha già chiarito che “ulteriori aumenti saranno appropriati”.