Moro: 10/11 Cassazione su caso Persichetti, l'ex Br 'ecco vere fughe di notizie da Commissione'

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E' stata fissata per il 10 novembre l'udienza in Cassazione sul ricorso presentato dalla difesa dell'ex Br Paolo Persichetti contro la decisione del Riesame che il 6 luglio scorso ha rigettato l’istanza di dissequestro atti. Al centro della vicenda il sequestro di diversi documenti scattato l'8 giugno scorso nei confronti dell'ex terrorista, oggi ricercatore storico e autore tra l'altro di libri e inchieste sul caso Moro, indagato dai pm di Roma per associazione sovversiva finalizzata al terrorismo e favoreggiamento in relazione proprio all'ipotesi di divulgazione di materiale riservato "acquisito e/o elaborato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sequestro e l'omicidio di Aldo Moro".

Intanto, davanti al Gip capitolino Valerio Savio, pendono due richieste che verranno esaminate alla ripresa delle attività: l'incidente probatorio sul materiale sequestrato con il quale nella sostanza la difesa chiede al giudice di stabilire criteri di analisi del materiale strettamente connessi a quanto indicato del decreto di sequestro, ovvero documentazione relativa alla commissione Moro due, e una seconda istanza che contesta le modalità del sequestro, ritenute oltrepassare le indicazioni presenti nel decreto.

Persichetti, che dall'avvio dell'indagine ha sempre sostenuto l'insussistenza dell'inchiesta parlando di attacco alla libertà di ricerca, in un articolo sul suo blog Insorgenze.net oggi ricostruisce quelle che definisce "le ripetute fughe di notizie riservate ignorate dalla procura" che si sono susseguite nei tre anni di attività della commissione Moro 2. In particolare, il ricercatore individua "almeno cinque episodi nei quali esponenti della commissione hanno diffuso sui media notizie o documenti riservati o segretati" e li racconta sul blog, carte alla mano, in una dettagliatissima ricostruzione.

"Queste violazioni, due delle quali avvenute prima del dicembre 2015, hanno riguardato la diffusione di verbali segretati di tre testimoni, due escussi dai consulenti della commissione e dallo stesso presidente, uno audito in seduta segreta dalla commissione stessa, e due notizie riservate raccolte dai consulenti", scrive Persichetti, stigmatizzando come la "divulgazione sui media" sia "avvenuta spesso attraverso un uso sapientemente selezionato di stralci e notizie tale da distorcere il contenuto stesso delle informazioni presenti nei verbali e nei documenti".

"Dopo cinque anni di assoluta inerzia davanti alle continue fughe di notizie provenienti dall’interno della commissione Moro 2, alla fine del 2020 la procura di Roma si è improvvisamente interessata ad alcune mie mail - aggiunge l'ex Br - Si trattava dell’invio ad una cerchia ristretta di persone di alcune pagine della prima bozza di relazione annuale nelle quali si affrontava l’abbandono delle macchine del commando brigatista in via Licinio Calvo. La trasmissione era avvenuta l’8 dicembre 2015, meno di 48 ore prima della sua pubblicazione ufficiale. Secondo la procura quella spedizione costituiva una fuoriuscita di documentazione riservata, nonostante fosse di natura ben diversa rispetto ai documenti segretati resi pubblici nei cinque episodi prima descritti. La relazione è un testo politico, sottoposto ad emendamenti e voto finale, che riassume per sommi capi audizioni – già pubbliche – e l’indirizzo delle indagini intrapreso dalla commissione non un verbale di interrogatorio o una relazione su indagini in corso scritta dai consulenti".

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