Morra: accertamenti rigorosi su possibili benefici penitenziari

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Roma, 3 giu. (askanews) - "Accertamenti rigorosi" per i possibili benefici penitenziari, come i permessi premio, per quanti stanno scontando in carcere reati gravi come l'appartenenza ad organizzazioni mafiose. E questo soprattutto dopo i rilievi venuti al 4-bis dell'ordinamento carcerario sia dalla Corte europei dei diritti umani (Cedu) che dalla Corte costituzionale. E' quanto chiede e si ripropone di attuare la Relazione della Commissione parlamentare antimafia presentata oggi in conferenza stampa on line dal presidente Nicola Morra, e dai parlamentari Pietro Grasso e Stefania Ascari.

"Il controllo dell'ordinamento penitenziario è di grande importanza per evitare che i condannati per reati di mafia mantengano il controllo delle organizzazioni anche dal carcere, come l'esperienza ci dimostra. Ovvio che, come ribadito dalla Cedu e dalla Corte costituzionale, occorre tutelare i diritti dei detenuti con quelli della comunità, ma resta fondamentale che lo Stato di diritto che combatte le mafie non commetta errori formidabili sennò perde. Per questo - ha aggiunto Morra - ci vogliono interventi chirurgici per non disperdere il cumulo di intuizioni e esperienze acquisite sul campo e lo dico a ridosso del 38.mo anniversario delle stragi di Capaci e via D'Amelio. Dobbiamo preservare integro l'atteggiamento dei martiri di mafia e al tempo stesso far comprendere che istituti per governare i penitenziari hanno anche chiavi preventive nel rispetto dei diritti umani".

"Smettiamola - ha poi concluso - di parlare di 'carcere duro' per il 41 bis o per l'alta sicurezza. Si tratta di un regime per far diminuire al massimo la capacità di relazione di quanti sono detenuti con le organizzazioni criminali di appartenenza e questo per indebolire le stesse organizzazione mafiose. Ricordiamoci - ha concluso Morra- che ad un mafioso non fa tanto paura il carcere quanto la sottrazione dei patrimoni".