Morta l'attrice sudcoreana Choi Eun-hee: fu rapita dalla Nordcorea -4-

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Roma, 17 apr. (askanews) - Fu solo nel 1986 che la coppia riuscì a fuggire. Erano a Vienna per un festival e furono aiutati da un giornalista dell'agenzia di stampa giapponese Kyodo a eludere il controllo delle guardia e a scappare in taxi fino all'Ambasciata degli Stati uniti. "Avevo ancora l'incubo di essere catturata dagli agenti nordcoreani", raccontò in un'intervista del 2015. "Quando arrivai all'ambasciata - continuò - e mi fu detto 'benvenuta all'Ovest' scoppiai a piangere. Non riuscivo a smettere di piangere".

Restava un dubbio. Per la Corea del Sud dell'epoca la loro storia risultava poco credibile. Erano stati considerati dei traditori, che si erano andati volontariamente a mettere sotto l'ala protettiva del regime di Pyongyang. Tuttavia Shin e Choi avevano una prova inconfutabile della loro buona fede. Con grande coraggio erano riusciti a registrare di nascosto una conversazione con Kim Jong Il nella quale, di fatto, il leader nordcoreano ammetteva il rapimento. E' una delle rare registrazioni nelle quali si sente la voce del padre dell'attuale leader Kim Jong Un che, diversamente dal figlio, non amava parlare in pubblico.

(Con fonte Afp)(Segue)