Morte Astori, parla Francesca Fioretti: “E’ stato un anno straziante”

Francesca Fioretti parla della morte di Astori

“In ogni cosa che faccio penso che Davide non c’è più. Parlare di lui al passato è impossibile. Mi è caduto addosso una tragedia, una disgrazia così grande da cambiare per sempre la mia prospettiva sulle cose. E’ stato un anno straziante, difficile, impegnativo”. Francesca Fioretti, in un’intervista a Vanity Fair, parla del lutto che l’ha colpita il 4 marzo di 12 mesi fa quando è morto il suo compagno, il calciatore della Fiorentina Davide Astori.

“Sono diventata una donna”

La scomparsa del 32enne ha reso l’attrice e showgirl una persona diversa: “Non credevo di essere così forte. Ho dovuto tirare fuori un’energia e un coraggio che non sapevo neanche di avere. Prima che Davide se ne andasse ero soltanto Frà, una ragazza della mia età. Più spensierata che matura. Poi il destino mi ha rapinato. Con un furto mi ha rubato all’improvviso tutto quel che avevo e sono diventata Francesca. Una donna che affronta sfide che non pensava di riuscire a superare”.

“Avevo paura di tutto”

Non è stato facile andare avanti: “All’inizio, avevo paura di tutto. Per molti mesi non ho acceso la tv né ho dormito nella nostra stanza. Mi facevo accompagnare in bagno per lavarmi i denti, temevo di non essere più in grado di gestire mia figlia (Vittoria ha compiuto da poco 3 anni ndr), ero terrorizzata dall’idea di volerle meno bene. Mi ha aiutato una psicologa infantile. Ci sono andata subito, il giorno dopo la morte di Davide. Ero in confusione totale. Lei mi ha aiutato a capire che il 4 marzo era finita un’intera esistenza e che avrei dovuto cominciarne una completamente nuova”. A poco a poco, “lentamente”, Francesca ha ricostruito la propria “stabilità”, dopo essersi isolata per un po’ da parenti e amici.

“Hanno detto cose spiacevoli”

Lo scorso 4 marzo a San Pellegrino si è tenuta la messa in ricordo dell’ex difensore: “Era alle 8 di mattina e a quell’ora portavo Vittoria a scuola. Sono arrivata a funzione conclusa e nel primo pomeriggio, senza telecamere in Chiesa, sono andata con suo padre e tre familiari a ricordarlo. Hanno scritto ‘la compagna non c’era’ e si sono permessi di insinuare cose spiacevoli, di dire quello che avrei dovuto o non dovuto fare. Ma non mi hanno ferita perché a questo sistema, al ‘non so niente ma giudico comunque’, anche se con fatica, ho fatto il callo”.