Morte Davide Rebellin, individuato il camionista che l'ha travolto

Morte Davide Rebellin, individuato il camionista che l'ha travolto (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert, File)
Morte Davide Rebellin, individuato il camionista che l'ha travolto (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert, File)

E' stato individuato il camionista responsabile dell'investimento mortale dell'ex campione di ciclismo Davide Rebellin. Si tratta di un cittadino tedesco di 62 anni, trovato grazie alla collaborazione tra carabinieri e polizia tedesca di Steinfurt, in Renania Settentrionale-Vestfala.

Dopo l'incidente, avvenuto il 30 novembre, l'uomo aveva fatto perdere le sue tracce. E' stato denunciato a piede libero, ma non posto in stato di fermo, perché il codice tedesco non prevede il reato di omicidio stradale.

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Il camionista in questione sarebbe stato del tutto conscio di quanto accaduto: dopo l'investimento sulla rotatoria della regionale 11 era infatti sceso dalla cabina di guida del tir Volvo, si era avvicinato alla vittima a terra, poi era risalito sul camion allontanandosi velocemente. Un fatto riferito ai Carabinieri da testimoni oculari, alcuni dei quali lo avevano anche fotografato.

Il 50enne, tra l'altro, era già stato condannato in Italia, a Foggia, nel 2001, per essere fuggito dopo un incidente senza prestare soccorso alle persone coinvolte

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Nelle ultime ore le indagini dei Carabinieri per dare un nome al conducente dell'autoarticolato che aveva travolto e ucciso il campione di ciclismo si erano concentrate sui frame delle telecamere di videosorveglianza della zona. In particolare quella puntata sul parcheggio del ristorante "La Padana", a meno di 100 dal luogo della tragedia. Dopo aver passato al setaccio ore e ore di immagini, gli investigatori avevano ristretto la ricerca dapprima ad una decina di automezzi, poi a soli due: i video, emerge dallo stretto riserbo delle indagini, mostrerebbero uno dei due Tir entrare nell'area di sosta nell'orario coincidente con l'incidente. L'autista non sarebbe sceso dal mezzo, e dopo alcuni minuti di fermata sarebbe ripartito, facendo manovra, imboccando la strada nel senso da cui era arrivato. In questo caso, gli sarebbe stato impossibile non accorgersi che a terra c'erano un corpo e una bicicletta schiacciata.

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Si è appreso intanto che, proprio ieri, Rebellin e suo fratello, Carlo, dovevano incontrare il sindaco di Lonigo (Vicenza), paese dove il campione risiedeva, per organizzare ad aprile 2023 una festa celebrativa del suo addio alle corse. Un evento che si doveva concludere con una maxi-biciclettata cui dovevano essere invitati molti campioni ed ex compagni di maglia di Rebellin.

E mentre il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sono intervenuti per commemorare Rebellin e chiedere maggiore severità sulla sicurezza stradale - "E' la 103esima morte di un ciclista nel nostro Paese dall'inizio dell'anno - ha ricordato Malagò - Un numero impressionante. Lo si è detto spesso, anche con i migliori presupposti: si deve fare in modo di evitare questi numeri impressionanti" - arrivano anche delle proposte concrete.

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Come quella di anticipare in Italia al 2023 l'obbligo europeo - scatta dal 2024 - di dotare i camion e i mezzi pesanti dei sensori di informazione sugli angoli ciechi, per evitare drammi come quello di Rebellin.

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"Le norme europee - ha spiegato Luigi Altamura, comandante la Polizia Locale di Verona, componente del gruppo di coordinamento delle Polizie Locali in Anci - prevedono sugli autocarri di nuova immatricolazione l'obbligo di installazione di ben 11 funzionalità di sicurezza, otto da luglio 2024, tra cui il sistema di informazione sugli angoli ciechi. Occorre anticipare già al 2023 l'installazione di questi sensori, non solo su quelli nuovi, ma anche su quelli già immatricolati da anni". "Troppi investimenti e schiacciamenti di pedoni e soprattutto ciclisti - conclude Altamura - avvengono in particolare quando gli autocarri svoltano a destra, provocando vittime o gravi feriti con lesioni permanenti"