Morte di Davide Astori, condannato a un anno il medico sportivo

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(Photo: Claudio Villa via Getty Images)
(Photo: Claudio Villa via Getty Images)

Il professor Giorgio Galanti è stato condannato a un anno di reclusione, pena sospesa, nel processo con rito abbreviato per la morte del calciatore della Fiorentina Davide Astori, trovato senza vita il 4 marzo 2018 nella sua camera di albergo a Udine, mentre era con la squadra. Galanti, unico imputato, era accusato di omicidio colposo per due certificati di idoneità rilasciati al giocatore quando era direttore sanitario di Medicina dello sport dell’Azienda ospedaliero universitaria di Careggi (Firenze). Oltre a un anno di reclusione (pena sospesa), il medico è stato anche condannato al pagamento di una provvisionale per il risarcimento danni per un ammontare complessivo di un milione e novantamila euro di cui 250.000 a favore della compagna del calciatore Francesca Fioretti, 240.000 per la figlia vittoria, i restanti 600.000 per i genitori del capitano viola, Renato e Giovanna, e per i fratelli Marco e Bruno. La motivazione della sentenza entro 90 giorni.

Secondo i consulenti della procura, Galanti, che diede l’idoneità all’attività agonistica del difensore della Fiorentina e della Nazionale italiana di calcio in due visite, effettuate nel luglio del 2016 e nel luglio del 2017, non avrebbe colto alcune anomalie nelle prove da sforzo. I risultati delle prove avrebbero infatti dovuto suggerire ulteriori accertamenti, che avrebbero fatto scoprire la cardiomiopatia aritmogena di cui Astori soffriva. Ma alla consulenza di Padova ha risposto quella della difesa del professor Galanti, che ribalta le conclusioni dell’accusa e stabilisce che nessun esame avrebbe potuto indicare quel male del cuore del calciatore, che mai aveva avuto sintomi. Per questo, il giudice ha disposto una terza perizia, nel corso del procedimento con il rito abbreviato a cui ha deciso di aderire l’imputato, accusato di omicidio colposo. A firmare la terza perizia, un cardiologo e un medico legale di Torino, il professor Fio...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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