Morte di un giornale a Hong Kong

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HONG KONG, CHINA - 2021/06/22: Employees compile sections together of freshly printed papers in the printing facility of the Apple Daily newspaper offices in Hong Kong.
Hong Kongs pro-democracy newspaper Apple Daily has announced that it will cease operation by the end of the week after authorities used a sweeping national security law to freeze the companys assets and arrest top editors and executives. (Photo by Geovien So/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images SOPA Images/LightRocket via Gett)
HONG KONG, CHINA - 2021/06/22: Employees compile sections together of freshly printed papers in the printing facility of the Apple Daily newspaper offices in Hong Kong. Hong Kongs pro-democracy newspaper Apple Daily has announced that it will cease operation by the end of the week after authorities used a sweeping national security law to freeze the companys assets and arrest top editors and executives. (Photo by Geovien So/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images SOPA Images/LightRocket via Gett)

Si avvicina la fine per l’Apple Daily, lo storico tabloid in cinese di Hong Kong, in edicola ormai da 26 anni. Il giornale fondato dal miliardario Jimmy Lai (in carcere da tempo) ha reso noto – per voce dei pochi rappresentanti del management che non siano ancora finiti in galera – che se i suoi avvocati non riusciranno ad ottenere il dissequestro del controvalore di oltre due milioni di euro – congelati dal governo dell’ex colonia per i reati di “collusione con forse straniere” e “sovversione”, imputati al proprietario, ai dirigenti ed a molti giornalisti arrestati qualche giorno fa – la testata non sarà più finanziariamente in grado pagare stipendi e costi di stampa. Se il tribunale - come è già certo - respingerà tale richiesta, il personale pubblicherà le storie finali online poco prima di mezzanotte di domani, giovedì 24 giugno 2021, e sarà la fine. Non resterà che chiudere.

Una vicenda tristissima per la città di Hong Kong e per la tutela della libertà di stampa nel Mondo intero, che vede soggiacere alla forza repressiva di Pechino una voce importante della libertà di espressione in Asia. Nei giorni scorsi un gigantesco e sconcertante blitz delle forze speciali di polizia a Hong Kong, ha coinvolto oltre 500 agenti in un raid nella sede del giornale, che ha portato all’arresto di 5 giornalisti, al sequestro di server e computer – anche quelli personali – dei redattori e, appunto, al congelamento dei fondi della Società editrice, la NextDigital. Tutto “legale” – secondo le autorità di Hong Kong – ai sensi della legge liberticida imposta da Pechino sull’ex colonia britannica, dopo le proteste oceaniche pro-democrazia dell’estate 2019.

Ieri, la già contestatissima – ai tempi delle proteste – governatrice, Carrie Lam, ha anche ironiz...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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