Morte figlio di Osama bin Laden, gli Usa confermano di averlo ucciso

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A quasi un mese e mezzo dalla morte del figlio di Osama bin Laden, gli Stati Uniti hanno confermato di averlo ucciso nel contesto di un’operazione antiterrorismo. Le notizie sulla morte del 30enne Hamza bin Laden avevano iniziato a diffondersi alla fine dello scorso luglio, ma finora non vi era stata alcuna ufficialità sulle circostanze del decesso. Nel comunicato, il Presidente Usa Donald Trump ha affermato come bin Laden sia stato ucciso in una zona tra l’Afghanistane i il Pakistan.

Morte del figlio di Osama bin Laden

All’interno della nota ufficiale diramata dalla Casa Bianca si può leggere: “Hamza bin Laden, membro di alto rango di al-Qaida e figlio di Osama bin Laden, è stato ucciso in un’operazione anti terrorismo Usa nella regione Afghanistan/Pakistan. La perdita di Hamza bin Laden non solo priva al-Qaida delle abilità di una importante leadership e della simbolica connessione a suo padre, ma mina importanti attività operative del gruppo. Hamza bin Laden era responsabile per aver pianificato e gestito vari gruppi terroristici”.

Stando a quanto riportato dal New York Times però, l’uccisione di Hamza bin Laden avrebbe una funzione più simbolica che realmente pratica. Sono ormai anni infatti che al-Qaida non organizza più attentati terroristici su larga scala, essendo nel tempo stata surclassata da altre organizzazioni di stampo jihadista come l’Isis e i nigeriani di Boko Haram.

La successione al padre

Hamza bin Laden sarebbe dovuto diventare il successore del padre Osama alla guida di al-Qaida e per questo aveva già iniziato da anni il suo percorso di iniziazione. Recentemente era stato infatti protagonista di alcuni video in cui esortava i militanti dell’organizzazione ad attaccare gli Usa e l’Occidente, colpevoli della morte del padre ucciso da un commando di Navy Seal americani il 2 maggio del 2011.

Secondo il Dipartimento di Stato Usa, Hamza bin Laden aveva recentemente sposato la figlia di Mohammed Atta, il capo dei dirottatori degli attentati dell’11 settembre. Un matrimonio simbolico volto a mostrare ai simpatizzanti islamisti come la lotta contro gli “infedeli” fosse ancora viva.