Morte Khashoggi, Amnesty: nessuna volontà di accertare responsabili

Red/Sim

Roma, 2 ott. (askanews) - Un anno dopo l'esecuzione extragiudiziale di Jamal Khashoggi, le autorità saudite continuano a reprimere la libertà di espressione e non mostrano alcun segnale della volontà di individuare e punire i responsabili di quell'omicidio. E' quanto si legge in un comunicato diffuso oggi da Amnesty International.

Sono almeno 30 i casi, documentati da Amnesty International, di prigionieri di coscienza condannati a pene da cinque a 30 anni di carcere solo per aver esercitato i loro diritti alla libertà di espressione, associazione e manifestazione pacifica. Tra questi vi sono Mohammad al-Qahtani, fondatore dell'Associazione saudita per i diritti civili e politici, condannato a 10 anni, e Waleed Abu al-Khair, avvocato e difensore dei diritti umani, che di anni di carcere ne sta scontando 15.

Particolarmente forte è l'accanimento contro le attiviste per i diritti umani, si sottolinea nella nota. Nonostante alcuni recenti rilasci, Loujain al-Hathloul, Samar Badawi, Nassima al-Sada e Nouf Abdulaziz sono detenute arbitrariamente dal maggio 2018. Sei mesi fa, inoltre, sono stati arrestati almeno 14 esponenti della società civile, scrittori e parenti delle attiviste in carcere. (Segue)