Morte Luana D’Orazio: "Orditoio manomesso per aumentare la produzione dell’8%, ma senza guadagno"

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Luana D'Orazio (Photo: hp)
Luana D'Orazio (Photo: hp)

L’approfondimento disposto dalla procura di Prato, tramite la Guardia di Finanza, per comprendere se fossero derivati guadagni dalla rimozione delle sicurezze nel macchinario tessile in cui morì per un incidente sul lavoro Luana D’Orazio, “non ha fornito riscontri tangibili dal punto di vista economico”. Lo si apprende da fonti inquirenti a Prato dove si sottolinea che l’ottenimento dell′8% di produzione in più con eventuali modifiche all’orditoio “non avrebbe però generato alcun guadagno per l’azienda”.

Si tratta, infatti, viene ancora spiegato, di un macchinario da campionatura, la cui quantità di produzione non influisce nel fatturato aziendale. Anche per questo aspetto emerso nelle indagini la procura non ha contestato alcuna aggravante sui reati addebitati ai tre indagati per la morte della 22enne.

Appena ieri la procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Luana Coppini titolare dell’azienda, al marito Daniele Faggi ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto dell’impresa e al tecnico manutentore Mario Cusimano. I reati ipotizzati sono omicidio colposo e rimozione dolosa delle cautele anti-infortunistiche. Come riporta l’Adnkronos, ora gli indagati avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare una memoria difensiva. Successivamente la Procura formulerà la richiesta di rinvio a giudizio al Tribunale.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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