Morte Luca Sacchi, Feltri: “Giovane in astinenza”

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Nel suo ultimo editoriale, il direttore di Libero, Vittorio Feltri, tratta di “un problema gravissimo che però non viene preso sul serio dalle autorità di pubblica sicurezza”. Per farlo, prende spunto dalla morte di Luca Sacchi, il giovane ucciso a Roma da un colpo di pistola alla testa mentre si trovava insieme alla sua fidanzata.

Inizialmente, il 24enne, sembrava morto tragicamente per un tentativo di rapina finito nel peggiore dei modi. Ma le indagini starebbero portando a galla un’altra verità. Luca Sacchi e la sua fidanzata, Anastasia Kylemnyk, avrebbero incontrato Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, pusher poco più che ventenni e con precedenti penali (rispettivamente percosse e spaccio), per acquistare delle sostanze stupefacenti. Le parti non avrebbero trovato un accordo e la situazione sarebbe degenerata finendo con la morte del giovane.

Morte Luca Sacchi, l’editoriale di Feltri

Nel suo editoriale Vittorio Feltri ha definito Luca Sacchi come “un giovane in astinenza che ha dovuto soccombere”, criticando le Forze dell’Ordine, secondo lui poco attive nella lotta allo spaccio di stupefacenti che interessa sempre più città e periferie. Secondo Feltri, infatti, il vero problema del mondo d’oggi non è la violenza ma la droga, fenomeno sociale e realtà drammatica non adeguatamente fronteggiata.

Per avvalorarela sua tesi contro queste “schifezze mortali” Feltri prende in prestito il pensiero di don Chino Pezzoli, da decenni impegnato su questo fronte. “La magistratura è severa fino a un certo punto” scrive il direttore “e non capisce che la maggior parte dei reati dipende dal commercio e dal consumo di droga. I pochi che vengono arrestati soggiornano in galera 24 ore e poi tornano liberi di delinquere, quasi fossero ladri di galline”.