Morto di Covid al Sud Yun Jong-su, per 33 anni rapito da Nordcorea

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 7 gen. (askanews) - Yun Jong-su è morto senza riuscire a riabbracciare la figlia. Il Covid-19 ha posto termine all'incredibile vita di questo pescatore sudcoreano che negli anni '70 fu rapito dalla Corea del Nord e che scappò tre decenni dopo senza però riuscire a portare con sé la moglie e la giovane figlia, per riottenere le quali lottò per tutta la vita.

Il decesso di Yun è stato certificato da un ospedale sudcoreano lunedì, secondo quanto riferisce il sito specializzato NK News.

Era il 1975 quando Yun fu catturato con altri 30 membri dell'equipaggio del peschereccio Cheonwang fu catturato dai nordcoreani. Yun e i suoi compagni furono portati a lavorare nella contea di Kaechon, provincia di Pyongan Sud, dove lavorò dal 1976 al 2002.

Yun in Corea del Nord si fece una vita. Si sposò con una donna - la quale aveva vissuto in Giappone: i rapiti rstavano sospetti e non si consentiva loro di sposare donne nordcoreane - e fece anche una figlia. Ma nel 2008, con la moglie, decisero di mettere in atto un piano di fuga attraverso il fiume Tumen, che divide la Corea del Nord dalla Cina.

L'uomo andò in avanscoperta, con l'impegno che la moglie e la figlia l'avrebbero seguito una volta accertato che la fuga era possibile. Ma questo non accadde.

Quando Yun riuscì, nel 2009, a raggiungere finalmente Seoul - quarto membro dell'equipaggio della Cheonwang a tornare in Corea del Sud - la sua vicenda finì al centro delle attenzioni mediatiche. Ma questo non consolò l'uomo. "Ha vissuto la sua intera vita nella speranza di rivedere sua figlia un giorno"; ha raccontato al giornale Chosun Ilbo la sorella Yun Gab-soon.

Praticamente tutto il resto della vita di Yun è stato dedicato al tentativo di recuperare la figlia. "E' stato per tutta la vita perso nel pensiero della sua preziosa, una figlia lasciata indietro in Corea del Nord. Raramento ho visto sul suo volto un sorriso", ha raccontato a NK News Choi Sung-yong, un amico di lunga data di Yun, che lo aiutò a fuggire dalla Corea del Nord.

La Corea del Nord attuò negli anni '70 e '80 una politica di rapimenti che portò nelle mani degli agenti di Pyongyang sudcoreani, giapponesi e cittadini di altre nazionalità. Al momento, la Corea del Sud ritiene che vi siano ancora sei cittadini sudcoreani ancora detenuti al Nord.