Morto “Er Monnezza”, ispirò Tomas Milian

Quinto Gambi, pescivendolo romano, conobbe l’attore cubano al Piper e ne ispirò il personaggio di Nico Giraldi.

L’ironia della sorte lo ha portato via proprio pochi mesi dopo l’addio al suo amico Tomas Milian. Quinto Gambi è deceduto pochi giorni fa a Roma e, ai più, il suo nome non dice nulla. Romano, originario del quartiere di Tor Marancia, di mestiere faceva il pescivendolo, ma per il grande pubblico è “Er Monnezza”, il personaggio portato sul grande schermo, appunto, da Tomas Milian.

Il personaggio del commissario Nico Giraldi, protagonista dei poliziotteschi anni Settanta, è stato infatti ispirato proprio a Gambi, che l’attore cubano aveva conosciuto casualmente una sera al Piper, il leggendario locale romano. I due si videro e Tomas Milian capì subito che quell’uomo sarebbe stato perfetto al cinema.

Fra Quinto, detto Er Patata, e Tomas nacque un’amicizia molto forte nonostante fossero due personaggi molto diversi. E l’attore da quell’amicizia imparò a recitare il ruolo di Nico Giraldi, detto Er Monnezza, che lo rese famosissimo negli anni ’70, facendolo diventare un’icona del cinema di quegli anni.

Coetanei, Tomas e Quinto rimasero in contatto a lungo e il pescivendolo fece anche da controfigura per l’attore durante le riprese dei poliziotteschi degli anni ’70. Nella vecchia Shanghai, come veniva chiamato quartiere di Tor Marancia che si trova nelle vicinanze della zona Garbatella, Quinto Gambi era famoso e rispettato.

Quartiere popolare, povero e sfortunato – il soprannome di Shanghai deriva a causa dei periodici allagamenti e dei frequenti fatti di sangue causati dalla miseria – ha dato a Quinto quel carattere rude e grezzo che conquistò Tomas Milian.

Tomas Milian, pseudonimo di Tomás Quintín Rodríguez, reciterà il ruolo di Nicola “Nico” Giraldi, creato dallo sceneggiatore Mario Amendola e dal regista Bruno Corbucci, in undici film tra il 1976 e il 1984. Nico si distingue soprattutto per il linguaggio vernacolare romanesco pieno di turpiloquio. Il suo look consiste in una tuta blu da meccanico, scarpe da ginnastica, guanti, sciarpa e berretto invernale in stile andino, capelli lunghi e barba folta. “A Tomas Milian ho insegnato tutto io” amava ripetere Quinto Gambi. Di sicuro ne fece la fortuna.