Morto presidente UniCredit Fabrizio Saccomanni

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L'ex ministro dell'Economia e presidente di UniCredit, Fabrizio Saccomanni è morto oggi. Nato nel 1942, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stato ministro dell'Economia e delle Finanze del governo Letta. Dal 13 aprile 2018 era il presidente del consiglio d'amministrazione di UniCredit.  

"Per me scompare innanzitutto un amico di grande intelligenza e umanità, colto, competente ed arguto" scrive, in una nota, il ceo di UniCredit Jean Pierre Mustier, esprimendo "immenso dolore" a nome "di tutto il consiglio di amministrazione e di tutte le persone" dell'istituto di credito. "Il nostro primo pensiero - si legge nella nota - è per la signora Luciana, così profondamente e inaspettatamente colpita per la perdita del suo affetto più caro. Con Fabrizio, sin da quando fu cooptato nel consiglio di amministrazione, il confronto è stato di grande stimolo e praticamente quotidiano. UniCredit perde un presidente di grandissimo livello e spessore che ha guidato il consiglio della banca in una fase caratterizzata da sfide impegnative, con grande equilibrio e trasparenza, una visione strategica limpida, un forte senso della direzione di marcia". Mustier ricorda anche i ruoli pubblici ricoperti da Saccomanni "con passione, qualità e amore per l'Italia". La sua scomparsa - dice - è una perdita per l'intero Paese". Fino alla nomina di un nuovo presidente, fa sapere la società, il ruolo verrà ricoperto dal vicepresidente vicario Cesare Bisoni. 

"Scompare con Fabrizio Saccomanni un uomo di solida caratura internazionale, al quale il Paese si è affidato in più occasioni, attribuendogli significativi incarichi nella Banca centrale, sino alla responsabilità di Direttore generale di Bankitalia e di supplente nel Consiglio della Banca Centrale Europea". Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Chiamato al governo quale titolare del Ministero dell'Economia, seppe esprimere anche in quella occasione il rigore della sua formazione di economista, unito a integrità e comprensione dei fenomeni sociali, forte della stima di cui godeva nella comunità finanziaria internazionale. Chiamato a presiedere UniCredit, ha portato la sua esperienza a garanzia del percorso di rafforzamento dell'istituto.La Repubblica gli è riconoscente per i servigi prestati e partecipa al cordoglio per la sua morte".  

Con la morte di Fabrizio Saccomanni quello di oggi è "un giorno tristissimo". "Apprendo con sgomento la notizia della scomparsa di Fabrizio Saccomanni" twitta Enrico Letta, che fu presidente del Consiglio del governo in cui Saccomanni divenne ministro dell'Economia nell'aprile 2013. "Piango un amico vero, di rare qualità umane, prezioso e fondamentale riferimento nella vita e nell'esperienza di governo. L'Italia perde un servitore dello #Stato come pochi ne ha avuto" conclude Letta. 

Con la scomparsa di Fabrizio Saccomanni "il Paese perde una grande risorsa di statura anche internazionale: brillante economista, banchiere di lunga esperienza, ex-direttore generale della Banca d'Italia ed ex-ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Letta, Saccomanni era dall'aprile 2018 presidente di Unicredit". Così il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, insieme a tutto il Mef, esprime profondo cordoglio per l'improvvisa scomparsa di Fabrizio Saccomanni.  

L'economista Saccomanni, scomparso improvvisamente, solo ieri era intervenuto alla conferenza stampa per presentare i conti del primo semestre 2019 del gruppo, esprimendo fiducia nei fondamentali dell'economia italiana. "Rimaniamo fiduciosi sul fatto che vediamo elementi di forza nella struttura imprenditoriale del Paese, nelle piccole e medie imprese, che sono state protagoniste di una incredibile svolta nella bilancia dei pagamenti rispetto agli anni della crisi", aveva detto Saccomanni. Interpellato sul quadro economico italiano e introdotto come "il più autorevole economista di Unicredit" dall'amministratore delegato del gruppo Jean Pierre Mustier, Saccomanni, parlando in inglese, aveva spiegato che "il contesto globale ed europeo si è deteriorato a causa delle tensioni commerciali fra Cina e Stati Uniti, i cui effetti si stanno già riverberando sull'Europa, e le accuse di manipolazione valutaria da parte degli Stati Uniti hanno provocato la reazione della Cina". 

In Europa, aveva sottolineato l'economista, "c'è anche il fattore Brexit, che è un elemento di incertezza, ma certamente l'Italia è un Paese che ha fatto un aggiustamento strutturale importante negli ultimi anni, diventando il secondo esportatore in termini di avanzo delle partite correnti in Europa dopo la Germania, e sicuramente è stato colpito dal deterioramento delle previsioni sul commercio" a livello mondiale. "Ma per quanto ci riguarda -aveva sottolineato il presidente di Unicredit- rimaniamo fiduciosi sul fatto che vediamo elementi di forza nella struttura imprenditoriale del Paese, nelle piccole e medie imprese, che sono state protagoniste di una incredibile svolta nella bilancia dei pagamenti rispetto agli anni della crisi. Continuiamo a scommettere su questo e anche sulla scena europea più ampia" e sulla possibilità dell'Europa di reagire. In questo senso "la Bce ha già dato il proprio impegno ad agire se il tasso di inflazione dovesse rimanere troppo lontano dall'obiettivo. Non direi che siamo in uno scenario molto pericoloso -aveva concluso- ma in uno scenario con alcuni rischi".