Morto Giuseppe Soffiantini, vittima di un sequestro nel 1997 -2-

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Milano, 12 mar. (askanews) - Soffiantini, titolare di un'azienda attiva nel settore tessile, venne rapito la sera del 17 giugno 199. Tra le 22.30 e le 23.00, una banda di tre rapinatori (l'ex pastore sardo Mario Moro e due rapinatori pregiudicati di Cesena, Giorgio Sergio e Osvaldo Broccoli) lo prelevò a forza dalla sua casa di Manerbio dopo aver legato, imbavagliato e rinchiuso in cantina la moglie e la domestica. Dopo il sequestro, realizzato anche grazie alla collaborazione di un basista residente a Manerbio, il pregiudicato Sergio Raimondi, i rapitori lo consegnarono a due carcerieri e l'imprenditore fu rinchiuso in diversi covi nelle campagne toscane tra Grosseto e Siena.

Durante la prigionia, Soffiantini (che allora aveva 62 anni e non era in buone condizioni di salute) tentò anche la fuga, ma fu ripreso dai suoi carcerieri. Gli furono anche tagliate le cartilagini di entrambe le orecchie. Una di questa fu rinchiusa in una lettera recapitata negli studi del Tg5 e letta in diretta dall'allora direttore della testata, Enrico Mentana. La trattativa per la liberazione portò anche alla morte di Samuele Donatoni, ispettore dei Nocs che si era finto come mediatore della famiglia Soffiantini e per questo fu freddato dai rapitori.

L'imprenditore fu ritrovato la sera del 9 febbraio 1998 in località Impruneta, sulle colline a Sud di Firenze. Per ottenere il suo rilascio, la famiglia pagò un riscatto pari a 4 milioni di dollari americani, equivalenti a circa 5 miliardi di lire di allora. Uno dei carcerieri, Giovanni Farina, venne successivamente arrestato in Australia, mentre complice Attilio Cubeddu non è mai stato rintracciato e risulta ancora latitante. Secondo alcune ipotesi investigative, sarebbe stato ucciso dallo stesso Farina, che lo avrebbe tolto di mezzo per non dividere con lui i soldi del riscatto.

Dopo il rilascio, Soffiantini fu anche autore di un libro intitolato "Il mio sequestro" che ha anche portato alla realizzazione di una fiction televisiva interpretata da Claudia Pandolfi, Claudio Santamaria e Michele Placido e andata in onda nel 2002 su Canale 5. Rimasto vedovo della moglie a maggio scorso, da alcuni giorni era ricoverato in ospedale per problemi di natura cardiaca. Lascia tre figli.