Morto l'uomo più solo al mondo: non vedeva nessuno da 26 anni

Morto
Morto "l'uomo della buca": da 26 anni non aveva contatti col mondo esterno (Fundação Nacional do Índio, YouTube)

Il cadavere dell'uomo più solitario del mondo, simbolo del genocidio indigeno, è stato ritrovato su un'amaca fuori dalla sua capanna di paglia, nella foresta Amazzonica. Sul suo corpo non sono stati riscontrati segni di violenza, si pensa dunque sia morto per cause naturali, all'età di circa 60 anni

Era l'ultimo membro di un gruppo indigeno che viveva nell'area di Tanaru, nello stato di Rondônia, al confine con la Bolivia e non aveva mai avuto contatti col mondo esterno. L'uomo, di cui non si sa il nome, negli ultimi 26 anni era rimasto in totale isolamento.

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Era stato ribattezzato l'"uomo della buca", perché scavava buche profonde, in gran parte utilizzate per intrappolare gli animali o per nascondersi. .

Si ritiene che la maggior parte della sua tribù sia stata uccisa già negli anni Settanta da allevatori che volevano espandere i loro pascoli. Nel 1995, sei dei restanti membri della sua tribù furono uccisi in un attacco da minatori illegali, rendendolo l'unico sopravvissuto.

La Fondazione nazionale dell'Indio (Funai) era venuta a conoscenza della sua sopravvivenza solo nel 1996 e da allora aveva cercato di monitorarne i movimenti, a garanzia della sua sicurezza. Poiché l'uomo aveva evitato qualsiasi contatto con estranei, non si sa quale lingua parlasse o a quale gruppo etnico appartenesse.

Nel 2018, i membri di Funai erano riusciti a filmarlo durante un incontro casuale nella giungla. Nel video lo si vede mentre taglia un albero con un utensile rudimentale che ricorda un'ascia. Da allora non era stato più avvistato, ma gli agenti del Funai si sono imbattuti spesso nelle capanne di paglia che costruiva e nelle buche profonde che aveva scavato.

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