Morto Michail Gorbačëv, è stato l’ultimo Segretario generale del Partito Comunista dell’Urss

Morto Michail Gorbačëv
Morto Michail Gorbačëv

Michail Gorbačëv è morto all’età di 92 anni. L’ultimo Segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica è stato fautore dei processi di riforma legati alla perestrojka e ha innescato la catena di eventi che ha poi provocato la dissoluzione dell’URSS e la riunificazione della Germania nel 1991.

Morto Michail Gorbačëv, è stato l’ultimo Segretario generale del Partito Comunista dell’Urss

L’ultimo leader dell’Unione Sovietica Michail Gorbačëv si è spento all’età di 92 anni. La notizia è stata diffusa nella serata di martedì 20 agosto dalla Central Clinical Hospital della Russia presso la quale il fautore della perestrojka era ricoverato. A quanto si apprende, il politico era malato da tempo.

“Questa notte, dopo una grave e prolungata malattia, Michail Sergeyevich Gorbačëv è morto”, ha annunciato il nosocomio russo tramite un comunicato citato dall’agenzia di stampa Tass.

Secondo quanto rivelato dall’economista e direttore dell’Istituto di economia dell’Accademia delle scienze russa, Ruslan Grinber, l’ultimo leader dell’Urss era stato ricoverato ai primi di luglio per sottoporsi a dialisi e soffriva di diabete.

Padre della perestrojka e della glasnost, ossia della ristrutturazione economica russa e della trasparenza, ha dato inizio alla disgregazione dell’Unione Sovietica e ha portato alla caduta del muro di Berlino nel 1989, ricevendo il premio Nobel per la pace nel 1990.

Il tweet di Marco Rizzo e le polemiche sui social

In seguito alla diffusione della notizia di Michail Gorbačëv, il segretario e fondatore del partito Italia Sovrana e Popolare, Marco Rizzo, ha scritto un messaggio su Twitter. “Era dal 26 dicembre 1991 che avevo aspettato di stappare la migliore bottiglia che avevo…”, ha scritto.

Il tweet ha scatenato un’ondata di dissenso. Alcuni utenti, infatti, hanno risposto a Rizzo postando commenti come “Lui sarà ricorda nella storia per aver liquidato quell’orrore che fu l’Urss. Lei invece non sarà ricordato da nessuno. E nemmeno la sua meschinità. Si vergogni”.