Morto Serafino Cagnetti: era capo cerimoniale del Comune di Milano

Serafino Cagnetti morto

Il Comune di Milano è in lutto per la scomparsa di Serafino Cagnetti, storico capo cerimoniale morto all’età di 60 anni. Nei suoi 38 di servizio per l’amministrazione aveva messo la fascia tricolore a quattro sindaci: Gabriele Albertini, Letizia Moratti, Giuliano Pisapia e da ultimo Beppe Sala.

Morto Serafino Cagnetti

Il rito della vestizione della fascia era però soltanto uno dei suoi compiti svolti durante il periodo in cui ha ricoperto il suo incarico. Cagnetti era anche colui che sceglieva i posti durante pranzi, cene e cerimonie per gli ospiti che arrivavano a Palazzo Marino o che erano protagonisti degli appuntamenti organizzati dal Comune.

Dal 2004 era poi stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Proprio con l’appellativo di “Cavaliere”, lo stesso che in quegli anni era riferito a Silvio Berlusconi, si rivolgeva a lui l’allora sindaco Gabriele Albertini. Il suo decesso è avvenuto nella serata di sabato 29 febbraio 2020 al termine di una malattia che non l’ha risparmiato. In poco tempo sono stati moltissimi i messaggi di cordoglio, soprattutto da parte degli amministratori del comune milanese, che hanno voluto ricordare la sua figura.

I messaggi di Beppe Sala e Giuliano Pisapia

L’attuale primo cittadino di Milano l’ha definito “una vera istituzione per Palazzo Marino” sottolineandone la discrezionalità che ha sempre contraddistinto il lavoro e la sua vita. La sua scomparsa, ha continuato, “è per tutti noi un grandissimo dispiacere e oggi Milano piange un uomo che gli ha dato tanto“.

L’eurodeputato ed ex sindaco Giuliano Pisapia ha voluto usare quattro aggettivi per descrivere le sue caratteristiche: discreto, disponibile, elegante e impeccabile. Parlando di lui come di una figura che ha servito al meglio il capoluogo lombardo, ha sottolineato anche la sua vicinanza durante i cinque anni del proprio mandato. “Sempre pronto ad affrontare gli imprevisti, capace di accogliere reali, presidenti, papi e persone comuni con la stessa inappuntabile cortesia. In questo momento ricordo con particolare affetto e rimpianto la sua figura e mi sento particolarmente vicino alla sua famiglia“, ha concluso.