Mosca perde il pieno controllo del Donbass e annuncia un referendum

L'esercito ucraino continua a colpire il materiale e i veicoli militari russi nel Sud dell'Ucraina, nella regione di Kherson, ma la vera controffensiva di Kiev continua a Nord-Est: è qui, nella regione di Lugansk, che il conflitto potrebbe subire una nuova svolta che allarma gli indipendentisti del Donbass e il Cremlino, pronti ad accelerare sullo svolgimento di referendum per l'annessione alla Russia dei territori da lei conquistati.

L'istituto per lo studio della guerra (Institute for the study of war) afferma che le forze ucraine stanno concentrando un'offensiva localizzata oltre il fiume Oskil e lungo il confine che unisce Lyman e Bilohorivka. Gli ultimi filmati confermano che le truppe ucraine hanno ripreso Bilohorivka, una località che dista venti chilometri a Ovest dalla zona dove si trovano le città di Lysychansk e Severodonetsk, dal 3 luglio in mano ai russi. Uno sviluppo tale, mette la Russia in condizione di non avere più pieno controllo della regione di Luhansk, né tanto meno della regione di Donetsk.

Il Cremlino accelera per l'adesione dei territori occupati

Il think tank americano indica che la controffensiva di Kiev starebbe gettando panico tra gli indipendentisti e alcuni decisori del Cremlino: il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ha definito i referendum nel Donbass per l'adesione immediata delle regioni di Luhansk e Donetsk "essenziali per la protezione sistematica dei residenti di quell'area e di altri territori liberati".