Moscopoli, Pd e 5 Stelle d’accordo: “Serve una commissione”

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Continua a tenere banco il caso Moscopoli: il 18 ottobre 2018 all’hotel Metropol di Mosca l’ex portavoce della Lega Savoini avrebbe trattato un finanziamento al partito attraverso una compravendita di petrolio con alcuni emissari russi. Sulla vicenda Matteo Salvini non ha mai proferito parola, e gli avversari politici tornano all’attacco chiedendo la formazione di una commissione d’inchiesta o quantomeno un’indagine conoscitiva parlamentare per sapere la verità.

Moscopoli: Pd e M5s uniti

Secondo il capogruppo del Pd Graziano Delrio, la vicenda va chiarita “perché le relazioni del ministro in Russia potrebbero essere state il tramite attraverso cui faccendieri russi si inserivano nelle elezioni italiane. Vogliamo risposte – ha detto a RaiNews24 – sulle regolarità e sulla democrazia nel nostro Paese“. Se si analizza poi quanto detto da Luigi Di Maio nel corso del suo tour elettorale, la maggioranza sembra compatta: “Credo che in generale sia giusto continuare con il progetto di commissione d’inchiesta dei fondi dati alle forze politiche in tutti questi anni e sono d’accordo con Giuseppe Conte che l’unico Russiagate che esiste è quello che riguarda la Lega“. “Il problema centrale, in questo momento è che le risposte mancano da parte di Matteo Salvini” ha detto invece Federico D’Incà a SkyTg24.

La richiesta: una commissione parlamentare

Il ddl per la formazione della commissione parlamentare d’inchiesta è stato depositato lo scorso 16 luglio dal Dem Dario Parrini, mentre sul Blog delle Stelle, ogni giorno, viene pubblicato un post con relativa domanda all’ex minsitro dell’Interno. La prima è stata: “Perché Salvini aveva fatto credere quasi di non conoscere Savoini nonostante fosse il suo ex portavoce, avesse partecipato a moltissimi convegni della Lega e ci fossero numerose foto e video che li ritraggono insieme?” e ancora: “Salvini ha detto di non aver invitato Savoini in Russia ma poi si scopre che cenava con Savoini all’hotel Metropol il 17 ottobre, la sera prima della presunta trattativa per il petrolio. Perchè Salvini non chiarisce?“.

Salvini non risponde

Non sono io che devo parlare – ha detto il leader della Lega -. L’inchiesta mi lascia tranquillo perché io mi fido dei giudici” ha risposto a Rai Radio 1. Sul premier Conte che lo ha rimproverato di negarsi dice: “Fa le supercazzole“. A difendere il leghista è quindi intervenuto Silvio Berlusconi, il quale ha detto di aver parlato con Vladimir Putin, che gli ha assicurato che “Salvini non ha preso soldi dalla Russia“.