In mostra come icone bambini nei campi profughi di Sabra e Shatila -3-

Cgi

Milano, 2 nov. (askanews) - Queste storie dell'infanzia incastonate in tabernacoli di legno ricoperto in foglia d'oro, lavorata a Damasco sono diventate secondo Dynys "dei tempietti di tutte le religioni". Le opere raccontano di una bellezza autentica e primordiale. Le immagini, incastonate all'interno di scrigni preziosi ispirati ai polittici delle chiese, ai tempietti buddisti e alle cornici che contengono le parole del Corano, diventano testimonianze profondamente religiose, espressione di una fede che non è cristiana, musulmana o buddhista, ma fa parte di una religione universale.

Gabriella Belli dal canto suo, ha seguito passo per passo il lavoro, e quando è stato terminato, ha trovato il luogo adatto per un'esposizione, suggestiva ed emozionante. Il progetto entra in naturale sintonia con la dimensione sacrale della Sala delle Quattro Porte, uno spazio segnato dalla presenza del particolare rilievo cinquecentesco "Madonna col Bambino". Al centro della sala, una grande installazione con una teca di cristallo, attraversata dalla scritta in oro "Non c'è nulla al di fuori", tratta dal pensiero di Sant'Agostino, diviene paradigma tra il dentro e il fuori, in un confronto diretto con l'integrità interiore che caratterizza l'infanzia al centro delle opere. (Segue)