Mostra Venezia, Deneuve: "Ritirarmi? Non ci penso proprio, adoro il mio lavoro"

(Adnkronos) - (dall'inviato Paolo Martini)

"Io un'icona della femminilità? Non lo sono, per me questa parola non si può usare. Una sex symbol? Ero bionda ma non mi sembra di aver mai assunto pose particolarmente sexy. I miei successi del passato? Non mi piace guardare indietro, preferisco il presente e il futuro e soprattutto oggi amo ancora di più il mio lavoro: recitare". Catherine Deneuve, 78 anni, diva leggendaria del cinema francese, sceglie il palcoscenico della Mostra del Cinema di Venezia, che l'ha onorata con il Leone d'oro alla carriera, per fare una sorta di bilancio tra l'esistenziale e il professionale.

Durante la conferenza stampa - dove si è presentata rivendicando orgogliosamente la bandiera dell'Ucraina sotto il bavero di un elegantissimo abito viola scuro - l'attrice simbolo di un'epoca irripetibile come la Nouvelle Vague è sembrata voler prendere in contropiede chi di lei ha ormai un'immagine cristallizzata.

"Mi ricordo molto bene la prima volta che sono venuta alla Mostra di Venezia. Era ieri..." ha detto Deneuve sorniona, suscitando l'ilarità composta dei giornalisti, a proposito del Leone d'oro vinto con "Bella di giorno" di Luis Buñuel nel 1967. "Certo, Venezia è stato un festival molto importante per me", ha aggiunto, ricordando anche la Coppa Volpi come miglior attrice per "Place Vendôme" di Nicole Garcia nel 1998.

Ma sul passato 'la grande Caterina di Francia' non vuole indugiare, anche se non esita a tirare qualche somma: "quando guardo indietro nella mia vita, mi rendo conto che c'è stato un mix di fortuna, di decisioni giuste e di altre, forse in numero minore, sbagliate". E subito dopo avverte: "Non mi piace guardare indietro, anzi non tempo per farlo. Non sono affatto pronta a ritirarmi a vita privata".

Così Catherine Deneuve, che nel 2019 ha subito un lieve ictus durante le riprese del film "Living" di Emmanuelle Bercot, racconta dei suoi impegni di lavoro. "Sono molto concentrata sul presente e anche sul prossimo futuro. Ho appena finito di girare un film a Parigi", afferma a proposito di "La Tortue" di Lea Domenach, in cui interpreta Bernadette Chirac, la vedova dell'ex presidente francese Jacques Chirac.

"Tra breve girerò un altro film in lingua inglese di un giovane regista americano ambientato in una fattoria, tra le galline - annuncia l'attrice che ha avuto sodalizi storici con Roger Vadim, Jacques Demy, Luis Buñuel, François Truffaut, Roman Polanski, Marco Ferreri, Marcello Mastroianni e Gérard Depardieu - Non ho tempo di guardare indietro, preferisco guardare avanti; per me è importante continuare a recitare e la prima cosa che mi colpisce quando mi viene proposto un soggetto è proprio la trama. E poi io vado sempre al cinema, vivo per il cinema".

Caherine Deneuve, pur sollecitata dalle domande, si limita a sottolineare che "il cinema italiano è sempre stato molto importante nel mondo e quindi lo è anche per me". Il Leone d'oro alla carriera, che riceverà questa sera durante l'inaugurazione del festival Venezia79, la rende "molto felice e orgogliosa".

Quando i giornalisti le accostano definizioni di "icona" e "sex symbol degli anni '60", l'interprete di film che sono entrati nell'immaginario collettivo sembra quasi inalberarsi: "Io non mi sento un'icona, ritengo che la parola icona non si può utilizzare per me. Io una sex symbol? Non mi sembra di essere stata così sexy in gioventù, ero bionda ma non ho mai assunto pose sexy. Questo termine non rispecchia il mio look. Essere sexy non è mai stata la cosa fondamentale per me e certamente non lo è più da diversi anni. Oggi è più facile invecchiare da attrice".

Catherine Deneuve coglie l'occasione del palcoscenico veneziano per lanciare un messaggio di speranza: "Il cinema cambia continuamente, l'importante è che le persone continuino ad andare in sala. Non mi piace vedere un film a casa, preferisco l'atmosfera di una sala: un film se lo si vede insieme ad altre persone appare come una scoperta inedita, dà grandi emozioni. Spero che il cinema continui ad essere molto popolare". E a chi gli chiede che consigli darebbe alle giovani attrici, replica: "Mai dare suggerimenti, posso solo suggerire di restare fedeli a sè stesse, alle proprie idee e valori".

Infine Catherine Deneuve, interrogata da una giornalista ucraina che chiedeva il suo sostegno a favore dei registi dell'Ucraina, ha risposto: "Sono molto consapevole di ciò che succede nel mondo e per questo ho voluto indossare la bandiera del'Ucraina. Ogni giorno mi auguro in cuor mio che la guerra finisca, che le cose si risolvano. Ma non ho una dichiarazione precisa da fare sull'Ucraina: non vorrei che le mie parole fossero travisate". All'inizio della conferenza stampa era stata la stessa Deneuve a chiedere alla moderatrice Alessandra De Luca di far presente ai giornalisti che indossava il vessillo ucraino. Un gesto da lei commentato così: "sono orgogliosa di questa bandiera, sono solidale con il popolo ucraino".