Motociclismo, Fabrizio lascia dopo la morte di Vinales: "Basta, è un'ecatombe"

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Michel Fabrizio (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)
Michel Fabrizio (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Il paddock a Jerez de la Frontera si è fermato per un minuto di silenzio per Dean Berta Vinales, morto sabato a seguito di un incidente durante la gara di Supersport 300. 

Mentre il cugino Maverick lo piange sui social, la morte del terzo teenager sulle piste di motociclismo nel giro di pochi mesi ha scosso più di una coscienza, tanto da indurre qualcuno a dire "basta". E' il caso del pilota italiano di Supersport Michel Fabrizio, 37 anni, di cui quasi 20 passati in pista, ad alzare la voce sui social, chiedendo di fare qualcosa per proteggere i "piloti bambini".

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"Mi rifiuto di correre per rispetto della vita umana. E mi ritiro. È il momento di dire basta - scrive Fabrizio -. Lo faccio per mandare un messaggio forte di protesta. Affinché le regole cambino". 

Fabrizio è tornato in questa stagione a disputare il campionato Supersport sei anni aver lasciato il Mondiale Superbike, dove ha disputato oltre 200 gare, "ma - spiega nel suo post - ho visto questo mondo cambiato. Ho visto un'indifferenza da parte della Federazione internazionale: schierare 42 bambini nella Yamaha cup e altri 42 nel Mondiale 300. Troppi, troppi piloti con poca o addirittura pochissima esperienza - sottolinea Fabrizio - e questo non succede solo nel Mondiale, ma anche in campionati nazionali, dove per fare cassa si prende tutto, fino all'ultimo posto disponibile". 

"Il problema c'è nella Moto3, nella Talent Cup e nei campionati nazionali - spiega ancora il pilota, ex istruttore federale -. Oltre a ciò vanno riviste anche le piste che devono prevedere spazi di fuga migliori. È ora che intervenga la politica di ogni nazione".

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