Movida, primo weekend dopo riaperture: la situazione in tutta Italia

Movida, primo weekend dopo riaperture: la situazione in tutta Italia

Aumentano i controlli anti-movida nel primo weekend della Fase 2 bis, il primo dopo le riaperture. Ieri sera a Brescia il sindaco ha chiuso gli ingressi alla zona della movida, mentre a Roma saranno schierati mille agenti. Le Regioni cercano un equilibrio tra aperture e restrizioni. Ecco la situazione Regione per Regione.

Brescia, stop accessi in piazza

Gente in piazza, distanze non rispettate e mascherine tenute sotto il mento. Allarme movida a Brescia nel primo venerdì dopo la riapertura. Nella città tra le più colpite dal coronavirus la gente ha riempito Piazzale Arnaldo, cuore della movida in centro città. Poco prima di mezzanotte la Polizia locale ha ricevuto l'ordine di impedire nuovi ingressi. Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono annuncia provvedimenti: "O riusciamo a contingentare gli accessi o firmo un'ordinanza di chiusura della piazza".

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Trieste, movida affollata fino a notte fonda

Movida affollata ieri sera e fino a notte fonda in centro a Trieste con centinaia di persone (soprattutto giovani e giovanissimi) riunite in gruppi, in piedi o sedute ai tavolini dei numerosi locali aperti fino a tardi nel fine settimana. Tra piazza Unità d'Italia e via Torino giovani e meno giovani sono rimasti lì formando assembramenti e tenendo le mascherine abbassate per bere o mangiare. Nei giorni scorsi le autorità hanno annunciato un rafforzamento nei controlli la sera e la notte in centro.

Bologna, venerdì sera movimentato in centro

Serata movimentata ieri nelle zone della movida a Bologna. Gruppi di persone, soprattutto giovani, si sono ritrovati in piazza Santo Stefano, nella zona universitaria, in piazza San Francesco e al Pratello: in molti, complice il clima estivo, sono rimasti fino a tardi per strada e all'esterno dei locali. La maggior parte aveva la mascherina. Nei giorni scorsi il sindaco Virginio Merola aveva fatto un appello alla responsabilità per la fase 2 annunciando, dopo un incontro con il questore, un giro di vite sui controlli e sanzioni, per evitare assembramenti e situazioni rischiose per i contagi.

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Torino, ordinanza anti-movida

Per una riapertura in sicurezza, la Regione e la città di Torino hanno firmato ordinanze anti-movida. Già nei giorni scorsi i luoghi più frequentati, come piazza Vittorio e il quartiere San Salvario, si sono riempiti di giovani. I mercati rionali, una quarantina in tutta la città, hanno riaccolto dal 20 maggio anche i commercianti che vendono merce non alimentare. Ma non sono mancate proteste e difficoltà nella gestione del flusso di clienti, specialmente nelle vicinanze dei banchi di generi alimentari.

Roma, schierati 1500 vigili

Ieri sono stati circa 8 mila i controlli fatti dalle pattuglie della polizia locale a Roma, di cui più della metà concentrati nel pomeriggio e di sera fino a tarda notte. Tra questi, 1500 sono state verifiche per assembramenti, più accertamenti hanno riguardato bar, ristoranti, negozi ma anche parchi e controlli per strada. Potenziato il numero degli agenti in servizio nel fine settimana. In tutto oltre 2000. Particolare attenzione ci sarà nelle aree della movida, fin dall'orario dell'aperitivo. Controlli con presidi fissi e pattuglie itineranti andranno avanti fino a tarda notte.

Rimini, venerdì sera con movida piena

La movida si è riaccesa nel centro storico di Rimini, provincia più colpita dal coronavirus in Emilia-Romagna insieme a Piacenza e Medicina. Venerdì sera dopo l'orario di cena si è riempita la zona della Vecchia Pescheria, punto di ritrovo tipico dei riminesi, con tanti pub che servono i drink anche da asporto. La maggior dei giovani consumava i drink sul posto e così la struttura settecentesca si è presto riempita. Tanti erano senza mascherina, come si vede nelle immagini circolate sui social. Più tranquillo l'orario dell'aperitivo dove invece già iniziavano a girare due pattuglie della polizia sollecitando i gestori dei locali a collaborare per scongiurare assembramenti. I baristi si sono dimostrati collaborativi e hanno detto di essere i primi a non voler vedere gente ammassata, perché temono altrimenti di dover richiudere. Per questo gli esercizi pubblici della zona hanno scelto di mantenere la musica più bassa

Genova, movida rispetta le regole

Parte con 26 persone multate perché senza mascherine la prima movida genovese della fine del lockdown. Gli agenti della polizia municipale hanno pattugliato ieri sera il centro storico ma anche il lungomare, dove si sono registrati i maggiori assembramenti di giovani. Diverse centinaia le persone che hanno approfittato della libertà ritrovata per disperdersi tra i vicoli del centro storico e il borgo sul mare di Boccadasse, ma la maggior parte hanno rispettato la distanza e hanno indossato i Dpi. In totale sono stati 30 gli agenti della municipale e 15 quelli della polizia che hanno perlustrato i luoghi della movida.

Riviera Ligure, esplode la movida

Esplode la movida a Sestri Levante, nella Rivera Ligure di Levante, dove ieri sera si sono riversati centinaia di giovani provenienti dal Tigullio e dal suo entroterra. Presi d'assalto i locali del centro storico. Difficile gestire la situazione sia per gestori dei locali che per le forze dell' ordine. La sindaca Valentina Ghio non ha gradito la situazione e si è premurata di comunicare via social il suo disappunto: "Ragazzi così non va. Dobbiamo farcela insieme. Finalmente possiamo tornare a frequentare i locali di Sestri Levante ma dobbiamo farlo in sicurezza, rispettando tutte e sottolineo tutte le prescrizioni. Mascherine obbligatorie in carrugio e ovunque ci siano persone ravvicinate, distanziamento, no agli assembramenti. Ragazzi, è difficile e siamo tutti stanchi di questa situazione ma se non siamo prudenti il rischio è quello di tornare a chiudere tutto. E nessuno di noi ne ha voglia''. Polemiche intanto serpeggiano tra i residenti per le cento autorizzazioni date, provvisoriamente e a titolo gratuito, ad altrettanti esercenti per avere spazio supplementari all'aperto e fare fronte ai rigidi dispositivi dell'Inail per contenere il contagio da corona virus.

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Napoli, orari non rispettati per la movida: multe a locali

Quattro locali nel quartiere collinare del Vomero sono stati sanzionati dalla Polizia Municipale per aver protratto oltre 23, questa notte, l' orario di apertura. Molti gli assembramenti di giovani segnalati in città, sopratutto al Vomero, uno dei luoghi tradizionali della Movida di Napoli, anche a locali chiusi. Polizia e Polizia Municipale hanno presidiato nel quartiere Chiaia la zona dei "baretti", in gran parte chiusi. Qui gli orari sono stati rispettati, ma alcuni giovani sono stati multati perchè non indossavano la mascherina.

Palermo, tanti controlli e poche multe

Movida con tanti controlli e poche multe in questa prima settimana dopo il lockdown a Palermo. Le forze dell'ordine sono state impegnate per cercare di evitare gli assembramenti davanti ai locali o nei luoghi di ritrovo nelle zone del centro storico più frequentate dai giovani. Anche ieri fino a tarda notte carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia municipale sono state impegnate alla Vucciria (le cui immagini con centinaia di giovani dopo la riapertura di lunedì scorso avevano fatto il giro di social e media) nei pressi di piazza Sant'Anna e in piazza Magione. Le forze dell'ordine hanno preferito una moral suasion rispetto al "pugno di ferro", invitando i giovani al rispetto delle distanze e facendo allontanare chi era sprovvisto di mascherina. Alcuni locali, come la "storica" Taverna Azzurra, dopo i primi interventi delle forze dell'ordine hanno deciso abbassare le saracinesche non potendo garantire il rispetto dei distanziamenti di sicurezza davanti ai loro esercizi.

Movida selvaggia a Savona, ragazzi invadono Darsena

Altro che "eccesso di entusiasmo" per il primo weekend dopo lockdown. A Savona una marea di ragazzi hanno partecipato a una vera e propria wild movida nelle strade e tra i locali della Darsena vecchia. La folla entusiasta era tale che qualche gestore ha chiuso il locale, probabilmente per evitare sanzioni e problemi: "La presenza delle forze dell'ordine era assicurata ma la situazione - ha detto uno dei gestori di locali della zona - era di davvero difficile gestione". In molti hanno deciso di abbassare la saracinesca proprio perché incapaci di gestire il flusso di giovani clienti in contemporanea.