Il Movimento 5 Stelle ultimo in classifica per proposte di legge

I parlamentari pentastellati sono ai primi posti per presenze a Camera e Senato. Le cose non vanno altrettanto bene per quanto riguarda i ddl. Ma siamo sicuri che la quantità sia importante?

Se è vero che il Movimento 5 Stelle batte ogni record di a Camera e Senato con percentuali di presenza vicine al 90%, anche se di pari passo con il Partito Democratico, le cose non vanno altrettanto bene per quanto riguarda le proposte di legge.

Si è dovuto aspettare qualche settimana per vedere il primo frutto del lavoro parlamentare a Cinque Stelle (una proposta di legge contro l'omofobia), poi la macchina ha iniziato a ingranare. Ma rispetto ai gruppi parlamentari con più esperienza alle spalle, l'M5S è ancora molto indietro.

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Al Senato le statistiche sulle proposte di legge piazzano il gruppo pentastellato all'ultimo posto: 46 disegni di legge presentati contro i 217 del Pd, i 187 del Pdl, i 152 della Lega Nord. Anche gruppi molto più piccoli di quello del Movimento 5 Stelle mostrano una maggiore attività: 78 ddl sono arrivati dal gruppo Per le Autonomie-Svp-Psi (78) e dal Misto (68).

E alla Camera? Le cose non cambiano molto: 45 proposte di legge presentate. Ma almeno la pattuglia non è all'ultimo posto, occupato dai 9 rappresentanti del Fratelli d'Italia, a quota 14. Ai primi posti Pd e Pdl con 534 e 245, seguiti dalla Lega Nord con 133.

Pentastellati sfaticati? Non è proprio così e ci sono varie ragioni che possono giustificare quello che sembra poco lavoro. Molte proposte di legge degli altri gruppi sono frutto del lavoro dei singoli parlamentari, dove invece l'M5S preferisce lavorare di concerto, con tempi quindi più lunghi. Inoltre parecchi ddl vengono ripresentanti in maniera quasi automatica da una legislatura all'altra, se non sono ancora stati discussi.

E proprio questo è un punto su cui riflettere: quanti dei ddl presentati seguono poi il loro corso? Pochissimi, la maggior parte finisce negli archivi a prendere la polvere senza mai uscirne. Meglio quindi lavorare su proposte che possano avere un seguito che contribuire all'accumulazione di carte.

Potrebbe essere il caso del ddl sul reddito di cittadinanza: cavallo di battaglia del partito di Beppe Grillo che sarà presentato entro fine mese. Sicuramente un ddl che farà parlare, anche se non c'è nessuna garanzia che possa avere un seguito, soprattutto arrivando dall'opposizione.

Ma proprio perché all'opposizione, il Movimento 5 Stelle si è concentrato sull'attività di "controllo", attraverso interrogazioni e interpellanze parlamentari, che vengono rivolte all'esecutivo per scoprire le ragioni dietro ad alcune azioni di politica governativa.

In questo settore, l'M5S se la cava molto meglio, anche se nemmeno qui si trova in testa: alla Camera, per quanto riguarda le interrogazioni, il M5s (151) è dietro il Pd (486) e il Pdl (187), davanti però a Sel (133). Al Senato i pentastellati sono invece secondi, davanti al Pdl (81), ma dietro il Pd (143). Meno bene sul fronte delle interpellanze: quattro al Senato, 16 a Montecitorio; superati da Pd (29) e anche da Sel (18). Ma siamo sicuri che questo sia un campo in cui conta la quantità?

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