Mozzarella bufala Dop, il Consorzio di tutela compie 40 anni

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Image from askanews web site
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Roma, 7 giu. (askanews) - Il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop compie 40 anni: era il 13 luglio 1981 quando un gruppo di imprenditori decise di unire le forze e puntare alla salvaguardia e promozione di quello che oggi è diventato uno dei prodotti simboli del Made in Italy. Quarant'anni dopo, il metodo di lavorazione non è cambiato, ma grazie all'innovazione tecnologica sono stati elevati gli standard qualitativi e migliorata la logistica. E, da prodotto locale, la Bufala Campana è diventata un fenomeno mondiale. Nel 2020 sono state prodotte 50.176 tonnellate di mozzarella a marchio Dop e l'export ha raggiunto una quota del 37%, con in testa Francia, Germania e Spagna, ma con mercati emergenti come Cina e Giappone, dove si avvertono i primi effetti degli accordi di tutela internazionali.

"In 40 anni di attività, il Consorzio ha promosso un brand iconico che ha saputo raccontare anche l'evoluzione del nostro Paese, coniugando tradizione e modernità", commenta il presidente Domenico Raimondo. Oltre al compleanno del Consorzio, il 12 giugno prossimo ricorrono anche i 25 anni del riconoscimento del marchio DOP alla mozzarella di bufala campana. Un doppio anniversario che sarà celebrato dal Consorzio con un calendario di appuntamenti sia dal vivo sia sui social.

"Oggi il Consorzio è la sintesi e il frutto di anni di sacrifici fatti innanzitutto dai soci fondatori, che hanno creduto nel valore dello stare insieme e hanno fatto di tutto per ottenere il marchio Dop - sottolinea Raimondo - partendo da quella loro esperienza abbiamo percorso tanta strada, che ha portato la Bufala Campana al successo sia nazionale che mondiale, scalando la classifica dei prodotti Dop, tanto che oggi siamo il terzo formaggio italiano per valore, contiamo 80 soci e 1400 allevamenti che forniscono latte, il tutto racchiuso in un territorio magnifico".

"La pandemia - prosegue - ha fatto da spartiacque anche per la nostra storia, ora ripartiamo con ancora più forza dalle due mission istituzionali: tutela e promozione. Ulteriori sforzi vanno fatti per far conoscere e acquistare il nostro prodotto, mettendo sempre la qualità al primo posto. Oggi per spedire una mozzarella di bufala fuori dall'Italia ci sono ancora molte difficoltà, perché è freschissima, viaggio con il liquido di governo e ha dei costi sostenuti. Farla mangiare in Australia richiede un grande lavoro a monte, che va semplificato. Su questo continueremo a lavorare per garantire un futuro di sviluppo alla filiera".

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