Mps, la figlia di David Rossi: "Commissione d'inchiesta bella notizia"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·3 minuto per la lettura

"E' una bella notizia. Non mi illudo, ma è una bella notizia. La cosa più importante da dire è che, oltre al fatto che ripartono le indagini, è che se il Parlamento ha ritenuto di intervenire è evidente che non è stato fatto tutto quello che c'era da fare. Adesso le mancanze e gli errori sono stati riconosciuti, perché altrimenti non sarebbe intervenuta la Commissione. Non sono più le illazioni della famiglia, ma un fatto". Carolina Orlandi, figlia di Antonella Tognazzi, moglie di David Rossi, l'ex capo della comunicazione Mps morto il 6 marzo del 2013, commenta così all'Adnkronos il via libera della Camera all'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi. "Spero veramente che venga fatto un lavoro scrupoloso. Bisognerà vedere come indagheranno, come si muoveranno e come lavoreranno".

LA VICENDA - Il capo della comunicazione di Mps David Rossi venne trovato cadavere sulla strada su cui si affacciava il suo ufficio a Rocca Salimbeni, storica sede dell'istituto di credito senese, la sera del 6 marzo 2013. Il precedente 19 febbraio la Guardia di Finanza, su ordine della Procura di Siena, aveva perquisito il suo ufficio e la sua abitazione, oltre a quelle dell'ex presidente e dell'ex direttore generale di Banca Mps, Giuseppe Mussari e di Antonio Vigni, nell'ambito di un'indagine sull'acquisizione della Banca Antonveneta.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, Rossi precipitò dalla finestra del suo ufficio e poco dopo morì. La Procura senese aprì un fascicolo ipotizzando come atto dovuto quello di istigazione al suicidio, in modo da poter compiere le indagini. Il caso fu archiviato dalla magistratura come suicidio.

Alcuni elementi mai chiariti hanno portato successivamente alla riapertura delle indagini, ma anche questa seconda volta è stata richiesta e concessa l'archiviazione classificando nuovamente la morte come suicidio. Tuttavia, la famiglia di Rossi non si è mai arresa, ribadendo più volte la necessità che venisse fatta luce su alcune circostanze non chiare relative alla dinamica della morte.

La trasmissione televisiva "Le Iene" di Italia 1 ha dato ampio risalto alla vicenda, portando alla luce dubbi e anche presunti testimoni informati di fatti collegati alla morte di Rossi. Tra le nuove fonti di prova, anche i video di una telecamera di videosorveglianza che hanno mostrato che sul luogo della caduta arrivarono due persone che si avvicinarono al corpo di Rossi mentre era esanime, ma si allontanarono poco dopo, senza prestargli soccorso.

A seguito dell'archiviazione delle indagini con l'ipotesi che la morte fosse da imputare a suicidio, nel 2020 la Procura di Genova ha aperto un'inchiesta sui magistrati che si erano occupati del caso per accertarne il corretto adempimento delle attività. Un'indagine poi archiviata dal gip Franca Bolzone.

"Per il giudice delle indagini preliminari ci sono state carenze nelle indagini sul caso ma nessun dolo" e non sono dimostrate "interferenze tra le indagini e l'esistenza di festini hard ai quali avrebbero partecipato alcuni pm", hanno spiegato le Iene dopo l'archiviazione, sottolineando anche che "al contrario delle varie anticipazioni stampa degli scorsi mesi il giudice ritiene attendibile l'ex escort, sentito anche a Genova dopo i suoi clamorosi racconti a Le Iene".