Mps, pm Milano: da Profumo e Viola nessun inganno, vanno assolti -2-

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Milano, 16 giu. (askanews) - Nel corso della sua lunga requisitoria - oltre 3 ore e mezza di intervento in aula - il magistrato ha sostenuto che, dal momento del loro insediamento ai vertici dell'istututo di credito senese, nell'aprile 2012, "Viola e Profumo hanno corretto i bilanci originari, hanno mantenuto contabilizzazione a saldi aperti ma allegando ai bilanci ufficiali delle note pro forma spiegando quali sarebbero stati gli effetti sul bilancio se la contabilizzazione fosse stata effettuata saldi chiusi".

In pratica, secondo il pm Civardi, "Mps ha fatto tutti i compitini. Ha spiegato perch ha compiuto questa scelta su prodotto finanziari come Santorini e Alexandria seguendo una contabilizzazione uguale a quella eseguita da tutti gli intermediari negli anni precedenti. Nel 2013 le auorit di vigilanza lasciavano aperta varie possibilit di contabilizzare i derivati. La contabilizzazione a saldi aperti era corretta? Non lo era ma questa non era diretta a ingannare i soci e i mercati".

Profumo e Viola, dunque, non avevano "intenzionalit ingannevoli". Un atteggiamento, il loro, diametralmente opposto a quello dei manager che li avevano preceduti alla guida di Rocca Salimbeni. Perch quando c'erano Giuseppe Mussari alla presidenza e Antonio Vigni alla direzione generale "la modalit della rappresentazione contabile a saldi aperti era funzionale all'occultamento di significative perdite nel 2008 e 2009". Da qui la richiesta di assoluzione per tutti gli imputati da tutti capi di imputazione "perch il fatto non sussiste" o "perch il fatto non previsto dalla legge come reato".

Civardi, Clerici e Baggio sono gli stessi pm che condussero le indagini e rappresentarono la pubblica accusa nell'aula del "primo" processo Mps: quello che si concluse a novembre scorso con le condanne di Mussari (7 anni e 6 mesi di carcere) e Vigni ( 7 anni e 3 mesi), cos come era stato chiesto dalla procura.