Mulino Bianco all'asta

·2 minuto per la lettura
Mulino Bianco all'asta
Mulino Bianco all'asta

Il 1° ottobre andrà all’asta il set utilizzato dalla Barilla negli anni Novanta per i celebri spot pubblicitari del Mulino Bianco. Il mulino e la relativa area, che si affaccia sul torrente Merse, si trovano nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena, a un paio di chilometri dalla famosa Abbazia di San Galgano. Grazie alla fama acquisita tramite la pubblicità, il luogo negli anni è diventato anche un’ambita meta turistica.

Mulino Bianco all’asta, offerta minima da 831mila euro

La notizia dell’asta del set del Mulino Bianco è stata data dal quotidiano La Nazione, che ha spiegato come la vendita sia stata fissata dal tribunale per venerdì 1° ottobre 2021. Le offerte potranno invece arrivare all’Istituto Vendite Giudiziarie di Siena entro la fine di settembre. Inizialmente la base d’asta per il complesso era stata stabilita a 1 milione e 100mila euro, ma è stata in seguito abbassata a 831.204 euro e 89 centesimi.

Negli ultimi vent’anni, il celebre edificio che tutti hanno sempre visto bianco, ma che è in realtà color sasso, è stato un agriturismo della famiglia Belli Burchianti, contornato di prati e dotato di piscina, ristorante, una decina di stanze, una torre e una parte museale, dove sono conservati gli strumenti per produrre l’energia elettrica grazie alla ruota del mulino e le macine per lavorare i cereali.

Mulino Bianco all’asta, il primo spot nel 1989

Era il 1989 quando il set di Chiusdino comparve per la prima volta nella pubblicità per i biscotti della Barilla, sugli scaffali dei supermercati italiani dal 1975. Lo spot che fece sognare tutta l’Italia, grazie alla sua rappresentazione di una famiglia apparentemente perfetta, venne realizzato dal creativo Armando Testa, con la regia di Giuseppe Tornatore e la musica di Ennio Morricone.

Mulino Bianco all’asta, il simbolo di un modello di vita

I frollini Mulino Bianco da sempre evocano la nostalgia dei tempi passati e le sue atmosfere contadine. Il marchio, disegnato da Giò Rossi con la collaborazione di Cesare Trolli, ha una forte carica simbolica, che sintetizza valori e significati immediatamente percepibili. Questa filosofia portò alla ricerca di un posto fisico reale che richiamasse quello immaginato, che si concluse tra le colline senesi, nella struttura di Chiusdino, dipinta di bianco per simboleggiare la rottura coi ritmi caotici della vita urbana e dell’industrializzazione. La ristrutturazione del luogo fu curata da Gianni Quaranta, premio Oscar per la scenografia del film Camera con vista.

Leggi anche: Ambiente, avviata la prima causa contro lo Stato Italiano: “Inerte sull’emergenza climatica”

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli