Muore dopo 23 ore di attesa in ospedale, era stato scambiato per un clochard

In tasca non aveva documenti e nessuno per giorno era stato in grado di riconoscerlo. Il decesso di Giuseppe Ramognino, 78enne di La Loggia in provincia di Torino, è ancora oggi avvolta nel mistero e intriso di polemica.

Le ultime ore di vita dell’uomo, morto nella sala d’attesa dell’ospedale Santa Croce di Moncalieri lo scorso 5 maggio, sono state riprese dalle telecamere di videosorveglianza della struttura e dimostrano come l’anziano sia rimasto in attesa per oltre 23 ore. Le immagini, pubblicate dal Corriere della Sera, mostrano in sequenza Ramognino arrivare in ospedale, attendere l’intervento dei medici, girovagare in sala d’attesa fino ad entrare in un bagno per poi uscirne in sedia rotelle dove, dopo poco tempo, è stato rinvenuto cadavere.

Mistero sul motivo di tanta attesa in struttura, secondo quanto trapela sembra che l’uomo sia stato scambiato per un clochard che quella notte affollavano la struttura. Barba lunga e vestiti trasandati, il 78enne da alcuni anni aveva deciso di vivere da eremita e si era recato in ospedale per chiedere aiuto. Eppure, da quanto è possibile notare dalle immagini, l’unico aiuto è arrivato poco prima del decesso.

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“Il signor Ramognino non si è mai allontanato dal pronto soccorso”, le parole dell’avvocato Gabriele Roveda che assiste i familiari dell’anziano. Il legale poi ha aggiunto: “Si è limitato a uscire per pochi minuti ed è rimasto sempre in sala d’attesa. Io non so se il signor Ramognino si sarebbe potuto salvare, ma di certo non ha ricevuto l’assistenza adeguata. Neppure quando finalmente un operatore si è deciso a controllare e lo ha trovato privo di sensi in bagno ha ricevuto assistenza. Ma è stato sistemato su una sedia a rotelle ancora in sala d’attesa. È stato scambiato per uno dei tanti clochard che dormono in ospedale. E per questo è stato trattato come l’ultimo dei reietti”.

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