Muore dopo un intervento in ospedale: avviata un’indagine

muore dopo un intervento

Un normale intervento di routine si è trasformato in tragedia per un uomo di 60 anni. La vicenda risale alla scorsa estate, quando il paziente è stato colpito da un’infezione che lo ha ucciso. Il 60enne aveva subito due operazioni, una cistectomia totale della vescica e della prostata, a seguito delle quali è incappato in una serie di complicanze che lo hanno portato alla morte. La procura ha subito avviato un’indagine nella quale sono coinvolti ben 13 medici.

Morto dopo un intervento in ospedale

Al centro delle indagini sono finite sin da subito le modalità con le quali è stato condotto l’intervento, durato più di 6 ore: la tempistica è stata giudicata troppo lunga dagli esperti che ritengono che il paziente, trasferito dalla clinica ad un ospedale subito dopo l’intervento, sia stato trascurato nei giorni intercorsi tra un intervento e l’altro, resosi necessario proprio a causa del sopraggiungere dell’infezione. Al momento 13 medici risultano indagati per “negligenze e imperizie“.

Indagati 13 medici

Tra le persone coinvolte nel caso figurano chirurghi, urologi e medici rianimatori. Nel capo d’imputazione si legge che “in particolare, il chirurgo e i due aiuto chirurghi impiegavano nell’esecuzione dell’intervento un tempo eccessivo rispetto a quanto previsto dalle raccomandazioni in materia, esponendo così in modo ingiustificato il paziente all’incidenza delle complicanze“. Gli urologi sono invece accusati di non aver disposto gli adeguati controlli, mentre il personale della terapia intensiva avrebbe “omesso di disporre adeguati accertamenti diagnostici“. “Mio marito ha sofferto molto – ha detto la moglie della vittima -. Voglio capire come e perchè è morto“.