Muore l'ex dittatore sudcoreano Chun Doo-Hwan, "il macellaio di Gwangju"

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(Original Caption) 4/26/1985-Washington, DC-: President Ronald Reagan stands behind South Korean President Chun Doo Hwan as the latter speaks at the White House. President Reagan expressed firm support for South Korean President Hwan's aim of restoring full democracy in his country. (Photo: Bettmann via Getty Images)
(Original Caption) 4/26/1985-Washington, DC-: President Ronald Reagan stands behind South Korean President Chun Doo Hwan as the latter speaks at the White House. President Reagan expressed firm support for South Korean President Hwan's aim of restoring full democracy in his country. (Photo: Bettmann via Getty Images)

L’ex dittatore sudcoreano Chun Doo-Hwan, protagonista di brutali repressioni dopo il colpo di Stato del 1979, è morto nella sua casa di Seul all’età di 90 anni. Sotto la sua presidenza durata dal 1980 al 1988, Chun garantì al Paese un impetuoso sviluppo economico e l’organizzazione delle Olimpiadi di Seul del 1988.

Salito al potere dopo l’assassinio dell’uomo forte Park Chung-hee, fu il primo generale a restituire i poteri pacificamente ma rimane una delle figure più detestate del Paese. Era soprannominato “il macellaio di Gwangju” per gli almeno 200 morti nella brutale repressione di una rivolta nel sud-ovest del Paese. Nel 1983 era scampato a un attentato dinamitardo in Myanmar da parte di 007 nordcoreani.

Nel 1996 era stato condannato a morte per alto tradimento, anche in relazione alla strage di Gwangju, ma la sua esecuzione era stata commutata in appello e in seguito era stato rilasciato grazie a un indulto presidenziale.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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