Muoversi a Roma per le persone con disabiltà è una lotta quotidiana

Negli ultimi setti anni muoversi a Roma su una sedia a rotelle per Dario Dongo è stata una lotta quotidiana. Dal momento in cui esce di casa, deve affrontare una serie di sfide: buche nei marciapiedi, gradini troppo alti, mancanza di rampe d'accesso. Situazioni a cui la maggior parte delle persone non farebbero caso diventano ostacoli insormontabili, che spesso lo costringono a viaggiare in mezzo alla strada.

"Mi sento molto frustrato non a livello personale ma come membro di una comunità, soprattutto se penso alle persone che sono meno fortunate di me - dice Dario, fondatore dell'associazione Égalité -. Persone più fragili o con forme di disabilità più gravi delle mie o con meno risorse. In questi anni sono state costrette ad arrendersi come se fosse un destino ineluttabile, quando invece sono state private dei loro diritti fondamentali".

La frustrazione di Dario è visibile mentre viaggiamo con lui sui mezzi pubblici per raggiungere il centro storico di Roma. Arrivati a destinazione, si ritrova bloccato perché il montascale non funziona. Dopo un'attesa di oltre 30 minuti ci viene detto di cambiare stazione. Ma una volta arrivati al Colosseo le cose si fanno di nuovo complicate: Dario ha problemi a muoversi sui sampietrini di Roma. Anni di incuria sono una delle ragioni per cui il sistema non funziona come dovrebbe.

"Negli ultimi 14 anni i nostri sistemi e le nostre infrastrutture non sono stati mantenuti e non sono stati rivisti - dice Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità del Comune di Roma -. Quindi oggi abbiamo ereditato una situazione piuttosto pesante che significa che per i prossimi tre anni dovremo lavorare senza sosta per riportare tutto alla normalità. Questo significa nuovi investimenti e fondi che abbiamo a disposizione grazie al piano Pnrr e al Giubileo. Ora dobbiamo solo renderli pienamente operativi. Dobbiamo organizzare gare d'appalto e fare lavori di manutenzione adeguati, ma soprattutto abbiamo bisogno di pianificazione".

Nonostante le difficoltà Dario non ha intenzione di arrendersi: la sua speranza è che la battaglia che porta avanti possa contribuire a cambiare le cose. "Solo facendo le cose possono cambiare, soprattutto facendo pressione dal basso - dice Dario -. Tutti dobbiamo pretendere che le cose funzionino come dovrebbero, altrimenti non verranno mai sistemate".

Recentemente Atac, l'azienda per la mobilità di Roma, ha cambiato gestione per migliorare la propria efficienza. I fondi del piano di rilancio e resilienza dell'Italia e quelli che saranno utilizzati per il Giubileo del 2025 sono un'occasione unica per trasformare la capitale d'Italia in una città per tutti e in un luogo molto più facile in cui vivere.