Muratov: Nobel non è il mio, ma di Politkovskaja e di altri

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Image from askanews web site
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Milano, 8 ott. (askanews) - "È il premio ad Anna Politkovskaja, non il mio". Lo ha detto, raggiunto telefonicamente da askanews, Dmitrij Muratov, direttore di Novaja Gazeta, vincitore del premio Nobel per la Pace insieme alla giornalista filippina Maria Ressa, "per i loro sforzi per salvaguardare la libertà di espressione".

Oltre alla Politkovskaja, Muratov ha indicato anche altre persone uccise, che a suo modo di vedere sono i veri destinari del premio. "Questo premio è di Yuri Shchekochikhin, Igor Domnikov e di Stas Markelov" ha detto Muratov ad askanews. "Questo premio è di Anastasija Baburova e di Natalia Estemirova. Ecco quello che sento e davvero io sento questo".

Muratov in sostanza ha ricordato i 6 giornalisti di Novaja Gazeta che secondo il giornale sono stati uccisi per le loro attività professionali. Questi sono Igor Domnikov (2000), Yuri Shchekochikhin (2003), Anna Politkovskaya appunto (2006), Anastasia Baburova (2009), nonché l'avvocato Stanislav Markelov (2009) e l'attivista per i diritti umani, dipendente di Memorial Natalya Estemirova (2009) che ha lavorato a lungo con la redazione di Novaja Gazeta.

Muratov ha anche annunciato che intende trasferire parte del Premio Nobel alla Fondazione Krug Dobra, che aiuta i bambini affetti da malattie gravi e rare.

Domnikov è stato preso a martellate e mandato in coma nel suo appartamento di Mosca da diversi uomini. Morì due mesi dopo.

Shchekochikhin è un nome noto per le sue campagne contro l'influenza in Russia della criminalità organizzata e della corruzione. Morì all'età di 53 anni dopo una strana quanto veloce malattia il 3 luglio 2003 a Mosca.

Dopo la Politkovskaja, Baburova è diventata la quarta giornalista della Novaya Gazeta ad essere uccisa dal 2000. In un primo momento è stato riferito che era stata ferita nel tentativo di arrestare l'assassino di Markelov, ma in seguito le forze dell'ordine russe hanno dichiarato che Baburova è stata colpita alla nuca. È morta poche ore dopo l'attentato in un ospedale di Mosca.

Estemirova venne rapita il 15 luglio 2009 verso le 8.30 del mattino nei pressi della sua abitazione a Groznyj, in Cecenia, mentre lavorava a un caso "particolarmente sensibile" su presunte violazioni dei diritti umani avvenute in Cecenia. Il suo cadavere venne ritrovato in un'area boschiva in Inguscezia. Sul suo cadavere i colpi da arma da fuoco alla testa e al torace.

Il Cremlino si è subito congratulato con il direttore di Novaya Gazeta. "Ci congratuliamo con Dmitry Muratov, che agisce sempre in base ai suoi ideali, è impegnato per i suoi ideali, ha talento e coraggio. Questo è un grande riconoscimento, ci congratuliamo con lui", ha detto alla stampa il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto riportato dalla Ria Novosti.

L'annuncio del premio cade all'indomani dell'anniversario dell'uccisione della Politkovskaja: il 7 ottobre erano i 15 anni dalla morte. "La continua impunità per coloro che hanno ordinato l'omicidio della Politkovskaya mina la libertà di parola, la libertà di stampa e i più ampi diritti umani in Russia" ha scritto ieri il segretario di Stato Usa Antony Blinken. "Mentre commemoriamo l'eredità della Politkovskaya, riconosciamo il coraggio e la tenacia dei giornalisti russi indipendenti - molti ingiustamente designati come "agenti stranieri" - che lavorano oggi di fronte alla repressione. Siamo con loro oggi e ogni giorno" ha aggiunto.

(di Cristina Giuliano)

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