Murgia: "Dopo parole su divisa Figliuolo, intimidazione da poliziotto"

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"Dopo la mia querelle relativa alla mia obiezione sull'uso del linguaggio militare in ambito civile del generale Figliuolo è capitato che la sottosegretaria alla difesa della Lega emettesse una nota formale che mi indicava a tutte le forze armate come una nemica, come una persona che li avevi offesi nell'onore, cosa che io non ho fatto. Il risultato è che quando sono andata a prendere un treno e mi hanno fatto un controllo dell'autocertificazione un poliziotto mi ha chiesto: 'signora, lei quindi ha paura della mia divisa?' Io ho risposto: 'fino a dieci secondi fa non ne avevo, mi dica lei, ne devo avere?'. E lui mi ha detto 'vada che è meglio'". E' il racconto fatto da Michela Murgia, che a 'Otto e mezzo' su La7 è tornata sulle sue recenti considerazioni sull'uso della divisa da parte del commissario per l'emergenza coronavirus ("A me personalmente spaventa avere un commissario che gira con la divisa, non ho mai subito il fascino della divisa").  

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"Un poliziotto in servizio può fermare una cittadina che sta salendo sul treno? Mi ha riconosciuta perché sono stata additata dal sottosegretario alla difesa come una persona che ha offeso tutte le persone in uniforme in Italia. Chi ha un potere politico ha il potere di gestire sistemi e orientarne anche le posizioni, io non ho altro potere che le mie parole -ha rimarcato la scrittrice-. In quella situazione lì ero una cittadina comune che stava cercando di prendere il treno, il poliziotto doveva controllare l'autocertificazione e basta. Se altri non vedono la dinamica di intimidazione, io la vedo". 

 Nel corso della trasmissione, Murgia si è anche soffermata sul caso del figlio di Grillo indagato per stupro. "Le famiglie insegnano ancora alle figlie come non mettersi in pericolo e non ai figli maschi come non mettere in pericolo. Fin quando l'enfasi della pericolosità verrà messa sul comportamento delle ragazze -ha osservato- è inevitabile che nel momento in cui si verifica una violenza sessuale sia il comportamento delle ragazze a essere messo sotto giudizio".