Muro di Berlino, 32 anni dopo Germania ricorda la fine delle divisioni

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Autorità ed esponenti della società civile hanno celebrato oggi l'anniversario della caduta del Muro di Berlino nel 1989, sulla Bernauer Strasse, luogo simbolo della divisione tedesca. Dopo che l'evento è stato annullato a causa della pandemia nel 2020, quest'anno più di 60 personalità hanno partecipato alla cerimonia, tra loro il sindaco della capitale tedesca, Michael Mueller, il ministro della Cultura, Monika Gruetters, e il responsabile Cultura del governo regionale di Berlino, Klaus Lederer. Il direttore della Fondazione del Muro di Berlino ha ricordato la rivoluzione pacifica e la caduta del Muro 32 anni fa, ma ha anche sottolineato come questo momento abbia segnato l'inizio di un difficile periodo di trasformazione per molti.

L'anniversario è stato anche l'occasione per un evento allo Schloss Bellevue dove il presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha lanciato un appello perché il 9 novembre diventi occasione "per riflettere sul nostro Paese". Il 9 novembre 1918 e il 1989 ricordano ai tedeschi che la libertà e la democrazia non sono cadute dal cielo e non sono state garantite per sempre, ha dichiarato, Il 9 novembre 1938 ricorda il crimine umano della Shoah e sollecita vigilanza e coraggio morale.

"Sopportare questa ambivalenza, custodire luce e ombra, gioia e tristezza nel cuore, fa parte dell'essere tedeschi", ha dichiarato Steinmeier. Accettare entrambi, la vergogna e il dolore per le vittime e il rispetto e l'apprezzamento per i pionieri della nostra democrazia, di questo si deve trattare. "Questo è il nucleo di un patriottismo illuminato, un patriottismo dai toni quieti". Un patriottismo fatto non di trionfo e certezze, "ma di sentimenti contrastanti".

E per un 9 novembre 'giornata di progetto nazionale' nelle scuole in Germania si è pronunciata, parlando con la Bild, la vicepresidente del gruppo parlamentare dell'Unione, la cristianodemocratica Gitta Connemann, citando i dati di un recente sondaggio dal quale risulta che troppo pochi associano a questa data gli eventi che si sono succeduti nella storia: nel 1938, tra il 9 e il 10 novembre, con i pogrom antisemiti su scala nazionale nella Germania nazista durante la 'notte dei cristalli', molto più tardi, nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino.

Ma ci sono altre date, dalla fucilazione, il 9 novembre 1848, del politico tedesco Robert Blum, alla fine della monarchia e la proclamazione della Repubblica il 9 novembre 1918. Cinque anni più tardi, tra l'8 e il 9 novembre 1923 Adolf Hitler cercò di organizzare un colpo di stato, il fallito putsch di Monaco.

A questo "non dovremmo rassegnarci", dice Connemann, citando il sondaggio per la Bundesstiftung Aufarbeitung. "La migliore immunizzazione contro le strutture totalitarie e l'antisemitismo è l'educazione, l'educazione, l'educazione. E prima di tutto, passa attraverso le scuole. Le pietre miliari della nostra storia devono avere spazio nei programmi. Il 9 novembre dovrebbe quindi essere una giornata di progetto a livello nazionale nelle scuole. Non si tratta solo della nostra storia. Riguarda il nostro rapporto con la democrazia, i diritti umani, ma anche con l'ebraismo", ha detto Connemann. "Questo deve riguardare tutti noi. La conoscenza diventa comprensione. L'odio si trasforma in azioni".

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