Musei Capitolini, Speranza incontra i delegati per il G20 sulla Salute

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In occasione del G20 sulla Salute, il ministro della Salute Roberto Speranza ha ricevuto i delegati che parteciperanno alla riunione ministeriale in programma. L’incontro è avvenuto presso i Musei Capitolini, a Roma.

G20 Salute, Speranza accoglie i delegati: in programma, due giornate di incontri

Nella giornata di domenica 5 settembre, i ministri e i delegati che presenzieranno alla riunione del G20 sulla Salute sono stati accolti dal ministro della Salute, Roberto Speranza, presso i Musei Capitolini, a Roma.

In questo modo, si è dato inizio a due giorni di incontri a porte chiuse che si svilupperanno all’insegna di serrati confronti sulle strategie più adatte in contesto internazionale per contrastare la diffusione del coronavirus. Verranno affrontate, inoltre, anche le misure da adottare rispetto all’eventuale insorgere di ulteriori e generiche pandemie, in futuro.

G20 Salute, Speranza accoglie i delegati: “Occasione per rafforzare le relazioni internazionali”

In seguito all’arrivo dei delegati ai Musei Capitolini di Roma, il ministro Speranza ha postato un messaggio su Twitter, annunciando di aver incontrato i colleghi afferenti ai Governi del Regno Unito, della Russia e dell’India e spiegando: “Questa mattina ho incontrato Sajid Javid, Segretario di Stato per la Salute e gli Affari sociali del Regno Unito, il Ministro della Salute indiano, Mansukh Mandaviya, e il Ministro della Salute della Federazione Russa, MichailMuraško – e ha aggiunto –. Il G20 che si sta svolgendo è un’occasione per rafforzare le relazioni internazionali e rilanciare i valori universalistici della salute.

G20 Salute, Speranza accoglie i delegati: i temi discussi

Nello specifico, il primo incontro che si terrà nella giornata di domenica 5 settembre, il G20 sulla Salute è stato suddiviso in tre differenti sessioni.

La prima sessione del G20 sulla Salute, che si svolgerà dopo l’accoglienza di ministri e delegati da parte del ministro Speranza, verrà incentrata sul “Monitorare l’impatto globale sulla salute della pandemia da Covid-19, con una valutazione dettagliata delle sue conseguenze nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. La sessione, quindi, analizzerà il modo in cui la pandemia da SARS-CoV-2 sta influendo sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg) previsti all’interno dell’Agenza 2030. La lunga emergenza sanitaria causata dal coronavirus, infatti, sta gravando in modo significativo sul raggiungimento degli obiettivi Sdg.

La seconda sessione del G20 sulla Salute, invece, verrà dedicata alla redazione di indicazioni specifiche legate ai cambiamenti causati dalla pandemia. In particolare, i delegati tenteranno di rispondere a quesiti sul tema della prevenzione e cercheranno di sviluppare piani d’azione capaci di incrementare la collaborazione e il coordinamento in contesto internazionale. In un simile scenario, si riconferma la centralità del ruolo assunto dall’Oms.

La terza sessione, infine, analizzerà i “control tools” che stanno consentendo ai governi di tutto il mondo di contrastare con successo la minaccia rappresentata del SARS-CoV-2.

Nella giornata di lunedì 6 settembre, poi, si terrà il secondo incontro del G20 sulla Salute, focalizzato sui “Piani di preparazione attraverso l’approccio One Health e la risposta coordinata e collaborativa a livello globale alle emergenze sanitarie”.

G20 Salute, Speranza: “Esistono le condizioni per costruire il Patto di Roma”

Al termine della prima giornata di confronto del G20 sulla Salute organizzato a Roma, il ministro Roberto Speranza ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Commentando l’andamento della discussione scaturita nell’ambito del G20 sulla Salute, infatti, il ministro italiano ha rivelato: “Ci sono le condizioni per costruire il ‘Patto di Roma’, che garantirà i vaccini anche nei Paesi più fragili – e ha aggiunto –. Stiamo lavorando per costruire le condizioni affinché il vaccino sia un diritto di tutti e non un privilegio di pochi”.

Infine, Roberto Speranza ha ribadito solidarietà nei confronti dei giornalisti che, quotidianamente, ricevono minacce annesse alla campagna vaccinale contro il coronavirus. A questo proposito, il ministro ha spiegato si tratta, ormai, di “troppi casi” e una simile circostanza rappresenta una situazione “inaccettabile”.

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