Musei gratis, Sangiuliano: "Italia troppo generosa". La replica di Sgarbi

Italian Culture Minister Gennaro Sangiuliano attends the first new cabinet meeting, at Chigi Palace, in Rome, Italy, October 23, 2022. REUTERS/Yara Nardi
Musei gratis, Sangiuliano: "Italia troppo generosa". La replica di Sgarbi REUTERS/Yara Nardi

Si accende la diatriba sull'ipotesi dei musei gratis. Contrario il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Di parere opposto, invece, Vittorio Sgarbi.

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L'ipotesi dei musei gratis non piace al ministro Sangiuliano, che sottolinea la differenza tra i costi del nostro Paese e quelli di altre nazioni europee. Lo conferma ai microfoni di Sky Tg24, dichiarando: "Sui musei penso che l'Italia sia troppo generosa". Quindi ha ricordato: "Abbiamo già la prima domenica gratuita ogni mese. Il Louvre costa 17 euro, il Moma a New York che prima era gratuito oggi costa 25 dollari, la Torre Eiffel costa più della torre di Pisa che personalmente preferisco. Già non facciamo pagare tutti i giovani dell'Unione europea fino ai 18 anni, poi dai 18 ai 25 anni pagano due euro, cifra abbastanza irrisoria, poi come è giusto e sacrosanto non pagano i disabili e c'è un sistema di convenzioni per gli anziani e con i Comuni".

Sangiuliano resta fermo sulla sua posizione e sottolinea: "Veder scendere il miliardario americano dal panfilo da 100 milioni di dollari, come mi capita durante l'estate in vacanza a Positano, e in limousine vederli andare a visitare Pompei, un parco archeologico unico al mondo, direi 17,50 euro possono spenderli".

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Vittorio Sgarbi, invece, spera che Sangiuliano ci ripensi. Ospite di Rai Radio1, infatti, ha ribadito un suo vecchio cavallo di battaglia: musei aperti e liberi per tutti durante le ore serali, dalle 18 e "almeno fino alle 21", perché "la gente che lavora non può andarci di giorno, quindi dovrà andarci, gratis, nelle ore in cui sono liberi di andare".

Poi ha precisato: "La gratuità dei musei deve valere per i residenti". I musei devono "essere per i cittadini come le biblioteche, dove uno entra, prende un libro, ma non è che paga". Sgarbi non ha dubbi: i musei devono diventare "spazi comuni agevolati. Questo risarcisce una confidenza col museo. Un cittadino di Forlì non paga il museo di Forlì. Paghi il caffè, compri il catalogo ma non paghi la visita al museo".

Appellandosi al ministro della Cultura ha detto chiaramente: "Esorto il ministro Sangiuliano a rivedere la sua posizione".

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Il ministro, inoltre, pone l'attenzione sui più giovani, per i quali sono in programma nuove iniziative. "Il personale dei musei è al momento sottodimensionato rispetto alle piante organiche. Qualcosa sta già cambiando: c'è stato un concorso di 1052 unità quasi tutte assunte, altre 500 sono arrivate dalle liste di collocamento e ipotizzo nuovi concorsi da bandire e assunzioni a tempo determinato per il PNRR. Il mio impegno è incrementare la pianta organica dei musei puntando soprattutto sui giovani, che sono nativi digitali e che hanno una formazione importante dalle nostre università superiore anche ad altri Paesi", ha spiegato.

Inoltre, ha sottolineato: "Far entrare i giovani non vuol dire mortificare le persone di esperienza che lavorano nei musei, ma il nostro patrimonio culturale immenso deve interagire con la realtà digitale dei nostri tempi, qualsiasi museo deve farne i conti. Per questo c'è bisogno di nativi digitali, persone in confidenza con le nuove tecnologie. E' necessario immettere nei servizi tanti giovani con entusiasmo e amore per la cultura".