Musei riaprono, la pausa per virus ha stimolato la comunicazione

Lme

Milano, 3 mar. (askanews) - I musei a Milano e nel Nord Italia, a poco a poco e con le limitazioni previste dal Decreto del governo e dalle ordinanze regionali, a poco a poco riaprono. Tra Milano e Torino hanno annunciato che il pubblico potrà tornare a visitare anche Pirelli HangarBicocca e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, due delle istituzioni più attive nel contemporaneo.

Durante i giorni di chiusura, però, a testimonianza di un modo dei musei di pensare se stessi che negli ultimi anni ha fatto enormi passi avanti, nel senso di un utilizzo consapevole ma forte della multimedialità, non sono mancati i modi alternativi per parlare al proprio pubblico. E dal Museo Egizio di Torino, ora riaperto, il direttore Christian Greco è stato tra i primi a mandare messaggi video sui social network.

"Voi visitate sempre la parte espositiva - ha detto in un messaggio del 25 febbraio scorso - ma nel museo lavorano tante persone che anche in questi giorni, per voi, si prendono cura degli oggetti, mandano avanti i progetti di restauro, fanno ricerca, così che quando ne avremo la possibilità saremo pronti ad accogliervi di nuovo e a raccontarvi nuove storie".

A Milano hanno riaperto i Musei Civici, ha riaperto Fondazione Prada, mentre occorrerà aspettare ancora per il Cenacolo Vinciano e anche per la Pinacoteca di Brera. Ma proprio da Brera il direttore James Bradburne, istrione per definizione e ruolo, ha lanciato i suoi video di "resistenza culturale", nei quali, a un certo punto, ha anche letto nel so elegante inglese una favola.

Sempre a Milano anche il Museo della Scienza e della Tecnologia si è attivato con le sue "storie a porte chiuse", mentre a Venezia le Gallerie dell'Accademia, durante il periodo di chiusura, si sono attrezzate per offrire dal 2 marzo, di nuovo visitabili dal pubblico, la possibilità di riscoprire un affresco di Giorgione che mancava dal museo da 10 anni.