Musk ha citato in giudizio anche l'ex responsabile della sicurezza di Twitter

Glenn CHAPMAN / AFP

AGI - Peiter “Mudge Zatko”, l'ex responsabile della sicurezza di Twitter balzato alle cronache nei giorni scorsi per le sue rivelazioni sulla piattaforma di microblogging, è stato citato in giudizio da Elon Musk, nell'ambito della vertenza giudiziaria che lo vede contrapposto  a Twitter per la promessa (e poi ritirata) acquisizione da parte del miliardario.

Zatko sarà in udienza il 9 settembre (il 13 settembre sarà anche ascoltato dalla commissione giustizia del Senato) ed entra così ufficialmente a far parte della controversia, che si deciderà in 5 giorni a partire dal 17 ottobre. A volerlo la squadra di legali di Musk, che parimenti a quelli di Twitter, è al lavoro per raccogliere quante più testimonianze possibili per sostenere la propria versione dei fatti.

Al centro della vicenda il conteggio degli account spam della piattaforma, corretto per Twitter, sottodimensionato per Musk. Sullo sfondo, un'operazione da 44 miliardi di dollari. Zatko è entrato a far parte di Twitter come responsabile della sicurezza dell'azienda nel 2020, per poi essere licenziato un anno dopo.

Peiter “Mudge” Zatko a luglio aveva denunciato alle autorità gravi falle di sicurezza nei sistemi e nelle pratiche di Twitter. Aveva inviato al Congresso e alle agenzie federali un documento di 84 pagine in cui affermava che i dirigenti di Twitter avevano tentato di insabbiare le vulnerabilità dei sistemi di sicurezza, incluso il fatto che oltre la metà dei server aziendali utilizzano software obsoleti. Zatko, che di recente ha parlato della vicenda in un'intervista esclusiva alla Cnn e al Washington Post, sostiene che Twitter conceda a un numero eccessivo di dipendenti l'autorizzazione di accesso a dati sensibili e riservati, con ampie falle di sicurezza che potrebbero essere sfruttate per lo spionaggio, l'hacking, la manipolazione elettorale e campagne di disinformazione. Accuse bollate da Twitter come false. 
Tra le personalità più rilevanti entrate nella vicenda, nei giorni scorsi Elon Musk aveva citato in giudizio anche il co-fondatore ed ex Ceo di Twitter Jack Dorsey. L'amministratore delegato di Tesla, si legge nell'atto di citazione in giudizio, vuole informazioni da Dorsey in merito agli account falsi o bot su Twitter. In particolare il team di Musk si legge è alla ricerca delle indicazioni sulle metriche utilizzate per il loro conteggio.

Nell'atto si fa riferimento a qualsiasi comunicazione tra Dorsey e i suoi dirigenti dal 1 gennaio 2019 che potrebbe essere rilevante per "l'impatto o l'effetto di account falsi o spam sull'attività e sulle operazioni di Twitter".