Mutilazioni genitali, Conferenza nazionale: ripensare azione contrasto -4-

Red

Roma, 5 feb. (askanews) - L'intervento del sottosegretario Zampa. Sulla stessa lunghezza d'onde la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa: "Almeno 200 milioni di ragazze e donne vivono oggi nel mondo con le cicatrici di qualche forma di mutilazione genitale subìta nel corso della propria vita. L'Unicef, in un recente rapporto, stima che altri 68 milioni di ragazze subiranno mutilazioni genitali da qui al 2030 se non vi sarà una forte accelerazione nell'impegno per porre fine a questa pratica aberrante. Le mutilazioni genitali vengono praticate principalmente su bambine tra i 4 e i 14 anni di età. Tuttavia, in alcuni paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come accade nel 44% dei casi in Eritrea e nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni come nello Yemen".

"In Europa - rileva - il numero di donne e ragazze che convivono con le conseguenze derivanti dalla pratica è ancora sconosciuto, sebbene il Parlamento europeo stimi che si aggirino intorno alle 500mila, con altre 180mila a rischio ogni anno. In Italia, le stime più recenti (2017) indicano che il numero di donne attualmente presenti che sono state sottoposte durante l'infanzia a una forma di mutilazione genitale potrebbe essere compreso in un intervallo tra 61.000 e 81.000".

"C'è una legge, la numero 7 del 2006, che prevede oltre che il contrasto della pratica delle mutilazioni genitali femminili e la realizzazione di un'attività di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine già sottoposte a tali pratiche, anche lo stanziamento di alcuni fondi per la formazione del personale sanitario. Lo stanziamento era pari a 2,5 milioni fino al 2009, poi la congiuntura economica lo ha fatti scendere fino a circa 174mila euro. Con un'integrazione delle risorse si è riusciti ad arrivare a 500mila euro, ma l'impegno - conclude Zampa - è provare a fare di più nella prossima legge di Bilancio".