Mutti investe 18 mln per stabilimento di Salerno

·3 minuto per la lettura
Mutti investe 18 mln per stabilimento di Salerno
Mutti investe 18 mln per stabilimento di Salerno

Salerno, 17 dic. (Labitalia) – Un investimento di oltre 18 milioni di euro per realizzare un nuovo stabilimento, aumentare la capacità produttiva e rafforzare l’occupazione. E’ il risultato ottenuto da Fiordagosto, azienda del gruppo Mutti, grazie al finanziamento del contratto di sviluppo gestito da Invitalia. Fiordagosto è leader nella lavorazione del pomodoro: dal 2013 nella sede di Oliveto Citra (Salerno) è specializzata nei prodotti tipici del Sud Italia, dai pelati ai datterini. “Fiordagosto – spiega Lucio Carrozzo, plant manager di Fiordagosto – è uno dei tre stabilimenti di Mutti, che con la sua storia di 120 anni è il primo gruppo alimentare nella produzione di conserve a base di pomodoro, brand italiano presente su tutti i mercati mondiali”.

“Nell’ambito del finanziamento Invitalia – sottolinea – siamo riusciti a consolidare molti dei parametri fondamentali di uno stabilimento produttivo. In particolare, abbiamo più che raddoppiato la capacità produttiva del pomodoro in scatola: siamo passati dai 6 milioni per il formato da 400 grammi del 2017 ai 16 milioni del 2020. Abbiamo anche realizzato e avviato con ottimi risultati una linea vetro, che ci permette di produrre tra i 10 e i 16 milioni di bottiglie all’anno nei formati da 400, 560 e 700 grammi di passata con ricetta semplice o base basilico”.

“Gli investimenti hanno riguardato anche alcuni aspetti fondamentali per la filiera del gruppo Mutti: la qualità del prodotto, la sicurezza alimentare e l’efficienza delle linee”, aggiunge. Per quanto riguarda il sito produttivo, riferisce il direttore, “grazie a questo investimento, lo stabilimento è passato dai 22mila metri quadrati di proprietà del 2015 a 105mila, con l’ultima acquisizione fatta nel 2018 che ha riguardato in particolare un ultimo lotto industriale, che ci ha permesso di aumentare di altri 9mila metri quadrati i magazzini interni allo stabilimento e di altri 20mila i piazzali dove stoccare packaging o semilavorati, che sono un aspetto logistico molto importante per questa tipologia di produzione”.

“Un altro aspetto rilevante – prosegue – è che c’è stato un incremento veramente importante per quanto riguarda l’occupazione: tra il 2017 e il 2020 abbiamo consolidato con contratti a tempo indeterminato altre 9 unità lavorative tra laboratori, qualità, ingegneria e linee produttive”.

Non solo. “In un comparto ad elevata stagionalità come il nostro, il finanziamento di Invitalia – rimarca – ha permesso anche di potenziare proprio le attività stagionali, passando da circa 4 mesi di stagionalità degli anni 2014-2015 agli 8 mesi del 2019-2020. Questo ha portato a un impiego di risorse in alta stagionalità di circa 500 unità e di 60-70 unità nel periodo che chiamiamo di bassa stagionalità, cioè le produzioni che facciamo a febbraio e marzo e a ottobre e novembre per determinate tipologie di lavorazioni che seguono il periodo di alta stagionalità tipico di luglio, agosto e settembre”.

“Quello del pomodoro è un mercato altamente competitivo, dove l’alta efficienza delle unità produttive è importante, e quindi la sfida che abbiamo portato avanti in questi ultimi anni, in partnership con Invitalia, è stata proprio quella di essere veloci nel progettare e realizzare questi consolidamenti e ampliamenti produttivi e di qualità nello stabilimento. I rapporti periodici con i funzionari sono stati molto efficaci, la loro reattività è stata veramente importante per completare con successo il finanziamento e questo grosso progetto che ci ha portato a questi risultati”, conclude Carrozzo.