Mv Agusta pronta a scrivere un nuovo capitolo della storia del motociclismo

Antonio Cardarelli
·3 minuto per la lettura
Mv Agusta pronta a scrivere un nuovo capitolo della storia del motociclismo
Mv Agusta pronta a scrivere un nuovo capitolo della storia del motociclismo

Aumento di capitale di 30 milioni di euro e uscita definitiva dal concordato preventivo: il piano strategico di crescita globale dell’azienda di Varese corre più veloce del previsto

Quando si parla di MV Agusta la mente va agli scontri epici tra Giacomo Agostini e Mike Hailwood del motomondiale, ma soprattutto si pensa a una moto considerata una vera e propria opera d’arte: un connubio perfetto tra design e prestazioni che può essere concepito e realizzato solo in Italia, e che si identifica in un marchio che continua a dare lustro al “saper fare” italiano in tutto il mondo.

L’AUMENTO DI CAPITALE

La storia di MV Agusta parte da lontano. Ma se la ruota posteriore della moto 37 volte campione del mondo è orgogliosamente poggiata sul glorioso passato, quella anteriore è sempre più proiettata verso il futuro. Un futuro che grazie alla nuova proprietà della famiglia Sardarov, unica azionista dal 2019, promette di riservare altre soddisfazioni. Pochi giorni fa, infatti, è stato annunciato un aumento di capitale di 30 milioni di euro che, oltre a sostenere il piano industriale quinquennale, segna anche l’uscita definitiva e in anticipo dal concordato preventivo: un esito fuori dal comune anche per un marchio abituato alle imprese leggendarie.

LE NUOVE SFIDE

Dallo storico stabilimento di Varese, dove le moto Mv Agusta vengono ideate e realizzate con una cura che tutto il mondo degli appassionati delle due ruote riconosce, l’azienda fondata nel 1945 è pronta a crescere ancora in tutto il mondo. Grazie ai 150 milioni di euro iniettati nell’azienda dai nuovi azionisti, Mv Agusta può ora concentrarsi sullo sviluppo di nuovi motori e nuovi modelli, anche in segmenti come l’elettrico, il tempo libero e la urban mobility, oltre a consolidare la rete di vendita globale.

MODELLI LEGGENDARI

Dalla MV98 alla F4 - la prima vera superbike, da molti considerata la moto più bella di sempre - passando per la Brutale e la F3, ogni modello MV Agusta ha rappresentano un esempio di arte motoristica contraddistinta da design inimitabile e avanguardia tecnologica. Ora uno dei marchi leggendari dell’industria motoristica italiana, forte del nuovo piano strategico e di una ritrovata solidità finanziaria, è pronto a spiccare definitivamente il volo per deliziare gli appassionati di tutto il mondo.

SARDAROV: I PROSSIMI OBIETTIVI

“Uno dei miei primi obiettivi era quello di risolvere la situazione di stress finanziario che l’azienda stava vivendo e porre le basi industriali e commerciali per la sua crescita – spiega Timur Sardarov, CEO di MV Agusta Motors S.p.A. - Oggi questi obiettivi sono stati raggiunti, e possiamo ora guardare al futuro con rinnovata fiducia, confortati dal successo che i nostri nuovi modelli stanno ottenendo. Questa iniezione di capitale darà una sferzata di energia al nostro business su tutti i fronti, dal design allo sviluppo e alla produzione di nuove moto, alla fornitura di un’assistenza di primissimo livello a tutti i nostri appassionati clienti, all’espansione del nostro dealers network 3.0. Nel 2021 ci aspettiamo di superare i 100M€ di fatturato per la prima volta nella nostra storia, e di triplicare questa cifra entro i prossimi 3 anni".

Timur Sardarov, CEO di MV Agusta Motors S.p.A.
Timur Sardarov, CEO di MV Agusta Motors S.p.A.

Timur Sardarov, CEO di MV Agusta Motors S.p.A.

BORDI: GRANDE POTENZIALE

Massimo Bordi, Vice Presidente di MV Agusta Motor S.p.A., ha aggiunto: “MV Agusta è un grande marchio con un passato prestigioso. I suoi prodotti sono sempre stati apprezzati da tutti per il design unico e per le elevate prestazioni, oltre che per la tecnologia avanzata. Ecco perché oggi vedo in questa azienda un grande potenziale, che non vedevo negli anni passati. Abbiamo finalmente creato le condizioni per consentire ad MV Agusta di scrivere un nuovo capitolo della storia del motociclismo".